Il Fatto di Bruno Fasani

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L'approfondimento settimanale di Monsignor Bruno Fasani

Fasani mons. Bruno

I caprai tagliagole islamisti ci hanno dichiarato guerra. Papa Francesco ha risposto, con serafica compostezza, dicendo che noi non siamo in guerra con alcuno. Se nella storia questo è accaduto, è successo perché ci si era dimenticati che il cristiano è fatto a immagine e somiglianza di Dio, finendo per trasformare Dio a immagine e somiglianza dell’uomo, ovvero potente e fetente. Come l’uomo quando si sente un padreterno...

Sarà la storia a rendere giustizia a papa Francesco per il suo continuare a spegnere la miccia dei tanti focolai di guerra che si affacciano all’orizzonte planetario. A costo di finire in qualche paradosso. Come l’aver equiparato i terroristi islamici a quei cattolici che ammazzano le donne...

Non è cosa agevolissima per uno come me, cresciuto giocando a s’cianco, a nascondino e a tutti quei giochi che domandavano povertà, creatività e fantasia, spiegare cosa sia il PokemonGo. Eppure parlarne è d’obbligo, perché la faccenda non solo sta rivoluzionando le Borse, ma soprattutto il traffico, con tutto quello che ne consegue.

Le foto che stanno girando dalla Turchia in tutto il mondo ci mostrano migliaia di militari e magistrati ammucchiati a terra seminudi. Sembra la scena di un macello, dove maiali all’ingrasso attendono l’esecuzione. Da quelle parti funziona così. Una vendetta per il golpe fallito, che lascia però sul campo molti interrogativi. Per esempio sui magistrati. Come sapevano da subito che tremila di loro erano golpisti, a meno di aver fatto da tempo delle liste di proscrizione?

Ci sono luoghi che faremmo bene a ricordare e riproporre in quanto evocativi di un passato da non dimenticare. La storia, si sa, non va più molto di moda. La scuola la insegna così e così e spesso ci si ferma per mancanza di… carburante, cioè di tempo, evitando alle nuove generazioni la conoscenza di quella più vicina a noi, ossia quella del XX secolo.

Mi sto progressivamente auto-convincendo che in Cassazione, organo massimo e inappellabile della magistratura, lavori un gruppo di fantasisti. Di quelli alla Pelé o alla Maradona giusto per spiegarsi. Insomma gente che tutto possiede, tranne la prevedibilità. Quest’ultima, si sa, appartiene a noi poveri mortali, abituali alle regole, agli schemi consolidati.

Mi capita ogni tanto di celebrare qua e là in giro per l’Italia. Quando posso preannuncio il mio arrivo. Qualche altra volta capito all’ultimo minuto. È un’esperienza interessante, che aiuta a capire quali possono essere le impressioni della gente quando si rivolge alle nostre parrocchie.

La drammatica esecuzione di 49 giovani, avvenuta ad Orlando nei giorni scorsi, va ad aggiungersi ai grani di un rosario interminabile di delitti perpetrati in nome dell’ideologia perversa e fanatica dell’Isis. Mentre tanti ragazzi cadevano sotto i colpi di un pazzo esaltato, a Parigi un altro fanatico, dopo aver ammazzato un poliziotto, entrava nella sua abitazione per uccidere la moglie, davanti alla loro bambina di tre anni...

La televisione ci ha portato in casa le scene violente fuori dagli stadi di Francia, dove si sta disputando la coppa continentale. Il Vangelo dice che anche a dare dello stupido a un fratello si rischia un passaggio nella Geenna. Me ne faccio una ragione e mi prenoto un posto tra i grandi ustionati...

Devo ammetterlo: non l’avevo capita, e forse non l’ho capita ancora, la reale grandezza di Mohammad Ali, alla nascita Cassius Clay. O meglio, ne conoscevo la grandezza sportiva, ma ho fatto fatica a mettermi in sintonia con un mondo in gramaglie, come se ci trovassimo davanti alla perdita di un gigante dell’umanità.