Pentagrammi

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Lo spazio di Hector Berlioz (1803-1869), nell’ambito della cultura europea, è vasto, ramificato, espandendosi dalla musica alla poesia, dal teatro alla narrativa, fino alla riflessione critica, alla saggistica, all’estetica: siamo in presenza infatti di uno di quei geni che segnano un’epoca, andando oltre il luogo deputato della loro disciplina per costruire un orizzonte di senso e cultura di ampiezza inusitata, edificando un’opera che può a buon diritto porsi come “critica della cultura” del proprio tempo, e in egual modo fornendo prospettive visionarie per lo sviluppo dell’arte futura.

Sessant’anni e non sentirli. La frasetta è banale, ma ben s’attaglia all’album Kind of Blue, registrato nel 1959 da Miles Davis a capo di un gruppo di jazzmen eccelsi, tra i quali John Coltrane, Cannonball Adderley e Bill Evans...

È di pochi giorni fa la notizia che Bruno Cagli, insigne musicologo, presidente emerito della Fondazione Rossini di Pesaro, non è più tra noi. Cagli fu tra i promotori di quella che viene chiamata “Rossini Renaissance”, vale a dire quel vasto movimento, musicologico e di produzione teatrale, che nel corso dell’ultimo cinquantennio ha di fatto riscoperto l’intera opera di Rossini, collocandola nel giusto orizzonte culturale internazionale e ponendola tra le massime esperienze musicali di sempre, ben oltre il solo Barbiere di Siviglia.

Un paio di nuove registrazioni di gran pregio da segnalare. Scegliamo Bach, questa volta, e segnatamente il doppio Cd con le Sonate e Partite per violino solo edito da Deutsche Grammophon, con solista Giuliano Carmignola, nonché, edito da Arcana, un disco che contiene le sonate per clavicembalo e flauto, nell’interpretazione di Rinaldo Alessandrini alla tastiera e di Laura Pontecorvo al traversiere.

“Corri, vola a Napoli ad ascoltare i capolavori di Leo, Durante, Jommelli, Pergolesi. Se i tuoi occhi si colmeranno di lacrime, se sentirai il tuo cuore palpitare, se trasalirai, se un peso ti soffocherà nel tuo trasporto, allora prendi il tuo Metastasio e mettiti al lavoro”. Così Jean-Jacques Rousseau, nel suo Dizionario di musica del 1768, indirizzato idealmente a un giovane musicista, affinché si rechi nella capitale mondiale della musica...

La storia della musica possiede autori sommi, grandi e minori, in una scala di valori canonici – pur sempre passibile di revisione –, la quale propone gerarchie, e di conseguenza concerti o incisioni discografiche che saranno tanto più numerosi, quanto più elevata verrà ritenuta, in un dato momento, l’importanza del compositore.

“Fedez potrebbe festeggiare in Anfiteatro il suo primo anniversario di matrimonio con Chiara Ferragni. Ancora tutta da definire, invece, la stagione 2019 del Teatro Filarmonico”. Leggiamo così in un resoconto della conferenza stampa del 15 ottobre, in Comune, riguardo l’andamento della scorsa stagione areniana e le prospettive future...

Un libro di pregio è appena uscito, di cui raccomandiamo la lettura sia ai cultori di musica che a quelli di letteratura: La lingua dell’opera lirica, di Ilaria Bonomi ed Edoardo Boroni (il Mulino), che permette una riflessione forse non inutile, riguardo al testo letterario del teatro musicale, molto spesso non solo misconosciuto, ma anche apertamente deprezzato...

L’età dell’ansia (The Age of Anxiety): così titolava il grande poeta inglese W. H. Auden un poema del 1948, ad indicare la cifra esistenziale del suo tempo. A settant’anni esatti dalla pubblicazione, l’icastica definizione è fin troppo calzante anche oggi, purtroppo.