Pentagrammi

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È con una dichiarazione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, diffusa il giorno 10 giugno, che si aprono ufficialmente le celebrazioni per il centenario della morte di Arrigo Boito (1842-1918)...

A due settimane dalla prima areniana con un nuovo allestimento di Carmen, consigliamo un significativo recupero cinematografico, il film Carmen (1915) di Cecil B. De Mille edito in dvd dall’etichetta Vai (pubblicato nel 2007 e mai uscito di catalogo). Il film costituisce una preziosa occasione di approfondimento nell’ambito specifico del rapporto cinema-musica, e propone altresì l’arte scenica di una tra le massime cantanti-attrici del ’900, Geraldine Farrar...

Erano senz’altro imprevedibili le moltissime celebrazioni che si stanno tenendo in tutta Italia per ricordare il cinquantesimo anniversario della morte del compositore Mario Castelnuovo-Tedesco (1895-1968). Imprevedibili ma giustificatissime, onde poter richiamare alla memoria un musicista di rara finezza e cultura, prolifico sia nell’ambito cameristico, che sinfonico, teatrale, cinematografico...

Pochi compositori come Claude Debussy (1862-1918), di cui il 25 marzo si celebra il centenario della morte, rivelano, sin dalle prime opere, una forza così densa di presenza poetica, di innovazione radicale, di visionaria potenza disvelatrice...

Si propone all’attenzione di ogni musicofilo una nuova edizione discografica, che offre la prima incisione di un brano orchestrale di Igor Stravinskij, perduto durante la Rivoluzione russa e ritrovato nel 2015 dopo più di un secolo dalla sua composizione (1908): Chant funèbre, op. 5, edito da Decca con altre opere della giovinezza del maestro, tra le quali La sagra della primavera...

Triste destino quello del musicista veronese Franco Faccio (1840-1891), il cui nome ricorre nei discorsi dei suoi odierni concittadini pressoché esclusivamente per indicare un tratto di circonvallazione particolarmente trafficato...

Esiste una parola, nella lingua latina, la quale designa l’insieme delle virtù massime cui l’uomo romano poteva attingere, vale a dire la lealtà verso i suoi amici, la devozione alla divinità, il coraggio in guerra: gravitas. Non c’è traduzione letterale di un termine che doveva esprimere rigore ma sentimento...