Nel mondo

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Un mare di neve, freddo e fango: è questo il luogo in cui, per migliaia di migranti, naufragano i sogni di una vita nuova in Europa. Siamo nel cantone di Una Sana, nel nord-ovest della Bosnia-Erzegovina. A pochi chilometri dalla città di Bihac l’impenetrabile confine con la Croazia è presidiato giorno e notte da poliziotti armati di tutto punto

Che fine ha fatto il Venezuela? A un anno di distanza dallo scoppio della crisi presidenziale, iniziata nel gennaio 2019, il Paese è sparito dai radar dell’opinione pubblica italiana. Eppure, secondo il quotidiano britannico Financial Times, una delle peggiori crisi umanitarie del mondo sta per peggiorare.

Impeachment, riforma del sistema sanitario, politica estera in Medio Oriente. Sono questi alcuni dei grandi temi che infiammano la campagna elettorale americana in vista delle elezioni presidenziali di novembre. Tutti i candidati ne parlano perché muovono l’opinione pubblica, scaldano gli animi degli elettori e spostano voti. Ce ne sono altri, magari meno noti e più insidiosi, che un Paese come gli Stati Uniti, chiamato all’appuntamento delle urne, non dovrebbe dimenticare.

Iman è una bambina siriana di un anno e mezzo. Vive con la famiglia in un alloggio di fortuna vicino al villaggio di Màrata, nel governatorato di Aleppo. La guerra le ha portato via tutto: casa, cibo, affetti. Tenere testa all’inverno quest’anno non è facile, nella notte tra il 12 e il 13 febbraio il termometro ha segnato 7 sotto zero...

“America first”. “Prima gli italiani”. “Avanti gli indù”. Paese che vai, nazionalismo che trovi. In un’epoca in cui la finanza risponde a leggi proprie e i governi faticano a controllare l’economia, i leader politici sfruttano sempre più spesso identità etniche, religiose o culturali per ottenere legittimazione e potere. Il fenomeno è globale e non riguarda solo Europa o America, ma anche Medio Oriente e Asia.