Caffè & brioche

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Il Sole 24 Ore ha calcolato quanti seggi spetterebbero alle attuali forze politiche dopo il taglio dei parlamentari deciso poche settimane fa. Ebbene: il centrodestra manterrebbe i seggi che ha oggi, anzi ne avrebbe qualcuno in più. Il Movimento 5 Stelle, che si è intestato il taglio come una ragione di vita, perderebbe il 79% degli attuali seggi, passando da 216 a 46! Che dire: hanno fatto la battaglia contro la casta e l’hanno vinta. Si suicidano. Post scriptum: i grillini ce l’hanno ancora con l’Imu da far pagare alla Chiesa (che già la paga), nel solito rigurgito anticlericale che non guarda in faccia alla realtà delle cose. Un suggerimento: tassate le chiese come edifici, dietro ai riti e ai culti si nasconde un lucroso commercio di candele votive…

Io non ce l’ho con i maratoneti, ma con chi ha permesso loro di paralizzare un’intera città e tenere in ostaggio decine di migliaia di veronesi affinché loro potessero fare una corsa che poteva e doveva essere fatta in altri luoghi, in altro modo. Ce l’ho con i veronesi che ormai accettano supinamente tutto, sfogandosi con i poveri vigili – che non hanno alcuna colpa – e poi mettendosi tutto alle spalle, in attesa del prossimo sequestro di città da parte degli amatori auto antiche, motociclisti rombanti, pedalatori e corridori vari.

Quando, ieri, abbiamo letto il sobrio commento del presidente del Veneto, Luca Zaia, sull’acqua alta a Venezia (“Una devastazione apocalittica e totale”), abbiamo subito cercato notizie sulle migliaia di morti galleggianti, sui palazzi crollati, sul campanile nuovamente sprofondato, sull’umanità dolente che – dal ponte della Libertà, assisteva alle ultime ore della gloriosissima Venezia. Valutata la comunque dolorosa realtà per quel che è stata veramente, adesso stiamo cercando notizie sulle condizioni di salute di Zaia.

Parlano di manette agli evasori, di ceppi, di gogna, di ghigliottina perché no? con chi fa il furbetto fiscale, e poi lasciano prosperare da anni quei briganti che – grazie a false cooperative che sono vere organizzazioni criminali – sfruttano le persone, ne cancellano i diritti, fregano il Fisco, l’Inps, l’Inail, distruggono la concorrenza sana, rovinano la reputazione alla cooperazione, alterano i mercati, insomma peste pura. E più i primi blaterano, più i secondi – nel silenzio e nell’impunità – prosperano. Scommettiamo che tra cinque anni queste parole non avranno perso neanche un grammo di validità?

Dal sito di Repubblica, questa mattina. “Ex Ilva, la lettera di Conte ai ministri: Portate idee per Taranto”. E già ci immaginiamo le idee sulla siderurgia e su una situazione pazzesca come quella, che potranno offrire i ministri della Cultura e dei rapporti con il Parlamento. Appena sotto: “Sondaggio, la destra oltre il 50 per cento”. Tra qualche mese, o settimana, imploreranno Salvini o chi per lui di governare al posto loro. 

Incredibile: sono andato a vedere la Tezenis (basket) con mio figlio, un palazzetto dello sport pieno, un casino meraviglioso, nessun “animale” sugli spalti, tifo assordante ma civilissimo, insomma divertimento con popcorn e tante emozioni. Poi mio figlio mi ha detto: mi porti pure allo stadio a vedere il calcio? No.

Ecco: è in una mattina di venerdì come questa, guardando la coda ininterrotta di auto che da Parona va fino a Borgo Roma, che vengono i brividi al pensiero di cosa sarà la circolazione stradale cittadina nel momento in cui si faranno i lavori in via Mameli per la realizzazione del filobus. E anche dopo, quando le corsie da quattro diventeranno due…

Fa un po’ ridere ascoltare il Giornale radio la mattina in auto, con lo speaker che scandisce solenne e grave le ragioni politiche delle tensioni partitiche all’interno della maggioranza di governo sulla… tassa sui tappi di plastica. Ne parleranno ai posteri i libri di Storia?

Ma lo detestate perché è nero? No, non solo. Allora perché è africano immigrato? No, non solo. Forse perché è bresciano? No, non solo. Perché è vostro avversario e pure bravino? No, figuriamoci. E allora perché? Perché si chiama Mario. Ah ecco. 

Si diceva che, dopo aver tanto invitato una società iper-consumistica a darsi un freno, ora dovremo invitare i giovani (intendendosi per essi coloro che hanno meno di 35 anni) a consumare un pochino di più, tanto sono “asciutti”, quasi ascetici. Va bene la sobrietà, ma troppa sobrietà fa male a tutti, a cominciare da chi propone beni e servizi sempre più ignorati. E se non si producono tali beni e servizi, si cancellano tanti posti di lavoro. Compresi quelli a cui aspirano i giovani. O forse il discorso è un altro (è un altro): sono sobri perché non gira un euro in tasca. Fanno lavori sottopagati che tali rimarranno. E allora si rimettano in moto le forze che portano a dare un po’ di più a molti, e un po’ di meno a quei pochi che si stanno arricchendo spaventosamente con il lavoro di molti. Se non lo trovano giusto, chissenefrega.