Caffè & brioche

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“Corsi a casa loro. Li trovai distesi nel letto, vestiti con tuniche bianche. La mamma stringeva la mano del figlio ucciso dal cancro. Si era suicidata per stargli accanto anche nell’eternità”. Chi non ha figli non può pienamente capire perché, leggendo queste righe sul Corriere, uno si mette a piangere di prima mattina.

E dopo quella di ieri, un’altra bella notizia. Diventerà cittadina onoraria di Verona Liliana Segre, senatrice della Repubblica, donna scampata alla strage dei lager nazisti in quanto (al tempo) bambina ebrea. Testimone vivente di quell’orrore: dei 776 bambini italiani deportati nei lager nazisti, ne sopravvissero solo 25. E piace il fatto che il Consiglio comunale veronese abbia approvato questa scelta all’unanimità.

Un plauso all’imprenditore Luigi Carlon e alla sua creatura: una casa-museo a Palazzo Maffei, uno dei più belli di Piazza Erbe, dove potremo vedere circa 300 opere da lui collezionate nel corso degli anni. Un piccolo museo aperto a tutti, così da non nasconderle dentro le mura di un’abitazione privata. Una chicca in più per la nostra bella Verona.

Quando muoiono, diventano arguti, grandi professionisti, esempi per i giovani. Se stavano sugli zebedei, allora si usa l’aggettivo “controcorrente”. Ma che bravo, che penna, che stile, che coraggio! Oddio, certi libri sulle vendette di certi partigiani nel post guerra se li poteva anche evitare, il Giampaolo. Che si prese quasi un ventennio di manganellate metaforiche in testa, per aver scritto certe verità che andavano sepolte in silenzio, come quelle vittime. Riposi in pace, come loro.

Nell’Italia della denatalità, della popolazione che invecchia, delle scuole che chiudono, colpisce come un pugno allo stomaco che si pratichino nove aborti ogni ora del giorno, 80mila in un anno! Una città che sparisce, una città che potrebbe nascere. Questo ogni anno da tanti anni. E nel contempo cresce il numero di coppie che cercano figli da adottare, o che cercano qualsiasi soluzione medica per metterne al mondo. Lo so che le cose non si “compensano”, ma è impossibile “abituarsi” a una cosa simile.

Verrà fuori che sono morti perché l’aereo è andato addosso a un piccione. Anni fa gli aerei cadevano soprattutto per problemi tecnici o per errori umani. Da Ustica in poi, passando per l’Ucraina e adesso l’Iran, a causa di qualche missile di passaggio, non così intelligente da distinguere turisti da piloti nemici. Così le compagnie aeree si stanno adeguando, facendo fare ai propri aerei lunghi giri che schivino certe zone del mondo. E se noi abbiamo tanta voglia di Maldive, assicuriamoci prima che il volo vi atterri dopo aver fatto un giro di 50 ore tutto sopra gli oceani, dove non dovrebbero esserci né gabbiani né missili.

Fa il ministro dello Sviluppo economico e scoppiano terribili crisi aziendali ovunque (a cominciare dall’Ilva) che non sa minimamente da che parte affrontare. Le lascia tutte lì e si sposta allora agli Esteri. Dice: ma che danni vuoi che faccia in un ministero in cui al massimo si viaggia e si cena con qualche ambasciatore o ministro… E in Libia la guerra diventa totale, in Iraq peggio mi sento, l’Unione Europea perde definitivamente la Gran Bretagna, gli alleati storici che ci chiedono se siamo ancora con loro, o piuttosto con la Russia di Salvini o con la Cina cara a Beppe Grillo… Sarà pure incapace e inadeguato, ma certo è che pure la fortuna gli è girata contro.

Come schierarsi sul caso-Rita Pavone? Che pensare della presenza di Rula Jebreal? Ma ha fatto bene o male Romina Power a lamentarsi del freddo di Potenza la notte del 31 dicembre, sul palco in maniche corte? E Celentano, che dice Celentano? Nulla da commentare sul fatto che Michele Cucuzza vada al Grande Fratello Vip? Che inizio d’anno difficile, non riesco a dormirci la notte… O è tutta una strategia di marca salviniana per convincere gli extracomunitari a tornarsene a nuoto da dove sono venuti, pur di non soccombere a simili quesiti?

È arrivata la Befana e tutte le feste se le è portate via. Ora, dalle feste passiamo direttamente alle guerre. Buon 2020.

Ognuno ha i suoi miti, noi abbiamo Ignazio La Russa, che qualche volta è addirittura meglio dell’imitazione che gli faceva Fiorello (Gnazzzio). C'era 'sto pisquano senatore del M5S che parlava a Palazzo Madama dell’emendamento che mirava ad allargare le maglie quanto alla vendita di cannabis in Italia (emendamento poi ritirato): in un momento in cui stava tirando il fiato, a La Russa è partito l’embolo e gli ha piazzato un sonoro “Drogatooooo!!!”, lasciandolo nuovamente senza fiato e con gli occhi strabuzzanti. Quel che si dice dialettica politica, sintesi che riassume l'analisi, un attimo prima dell’antidoping (a tutti e due).