Caffè & brioche

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Qui si conferma e si ribadisce che la miglior rivista edita a Verona è – da tempo – ArchitettiVerona, trimestrale che viene distribuito a tutti gli architetti iscritti all’Ordine, e che è semplicemente fatta bene nei limiti dei mezzi a disposizione. Stupisce ogni volta che la città non si sintonizzi con le istanze che arrivano da questo mondo, con i dibattiti che (non) riesce a suscitare perché questa città sembra non voler dibattere di nulla. Per dire: ha un’Università, qualcuno se ne accorge?

E a proposito del “Caffè” di ieri, relativo all’organizzazione delle vaccinazioni, ho letto il piano tedesco e l’ho confrontato con il nostro. E ho capito perché loro sono tedeschi e noi italiani

Boh

Per mia colpa, mi sfugge di capire ancora chi-come-quando verranno vaccinati gli italiani. Cioè i vaccini stanno arrivando, le procedure di vaccinazione – quelle che era compito degli italiani organizzare – no. Andrà tutto bene?

Si diceva della totale inutilità del bonus monopattini di quest’estate. Anche l’inverno doveva avere il suo bonus ridicolo. È arrivato: il bonus rubinetti del bagno. Chissà cosa ci porterà la primavera…

A Giurisprudenza mi insegnarono che noi latini da sempre adoriamo avere tantissime leggi e norme dettagliate (basta confrontare la Costituzione italiana con quella americana), per capire come sia poi possibile aggirarle. M’è venuto in mente attendendo i Dpcm e le ordinanze regionali...

Ho pensato che alla mia età, se non faccio esperienze estreme, cose che mai fatte prima, se non mi ficco in situazioni surreali, allucinanti, pazzesche, rischio veramente di perdermi qualcosa di irrecuperabile. Così ho deciso e mi sono buttato: sono andato in un ufficio postale e mi sono messo in coda.

E se qualcuno morirà, pazienza, ha detto quello lì. E se morirà lui, pazienza, gli ha risposto qualcun altro. Ne muoiono tanti ogni giorno, pazienza. Tanti rimangono vivi, senza alcun tipo di paralisi alla lingua. Pazienza.

Non riesco a dare ragione al presidente veneto Luca Zaia quando parla di “assembramenti immondi” nelle città, nei giorni festivi. A me pare che la gente stia comunque molto attenta a mantenere le distanze e a proteggersi con i mezzi adatti. E abbiamo tutti insistito, lui per primo, che la vita deve comunque andare avanti. Una vita fatta anche di passeggiate, di acquisti, insomma di far girare quell’economia che è veramente in ginocchio. O tutti a casa stretti stretti e solo Amazon? Ma i contagi come avvengono? Camminando per via Cappello?

Quelli lì con il famoso decreto avevano abolito la povertà, solo che si erano dimenticati di abolire i poveri! Capita, non ci si può sempre ricordare tutto. Così, in questi giorni di stucchevoli dibattiti su quanta gente potrà attovagliarsi attorno alla mensa natalizia per attentare al proprio colesterolo, si legge di code chilometriche – composte, dignitose – di persone di tutte le età e le condizioni sociali per ritirare gratuitamente del pane distribuito da un’associazione caritatevole. A Milano, non a Bombay.

E i banchetti? Dove sono i banchetti di Santa Lucia? È da anni che non li frequento, pieni di cianfrusaglie come sono. Ma questa volta la nostalgia mi spinge a sognare pure quelli pieni di tagliapatate e spellacarote. Speriamo in tempi migliori