Caffè & brioche

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Ogni epoca sforna i suoi filosofi più acuti e "sul pezzo", dal tutto scorre al cogli l'attimo fino al penso dunque sono, ecc... Direi che il filosofo massimo del nostro tempo è colui che qualche anno fa ha scritto, a proposito di internet: se è gratis, vuol dire che il prodotto sei tu

Dopo tanti anni stanno arrivando i primi sì all'autonomia differenziata: finalmente si avvera un sogno, Roveré Veronese non avrà più molto da spartire con quei meridionali di San Rocco di Piegara. E ci vorrà il passaporto per andare a Trezzolano.

Il cielo è triste e silente, non ha più il suo Rombo di tuono

ma come, c'è razzismo allo stadio? Ma chi l'avrebbe mai detto! Speriamo che questo orrore non arrivi a Verona, al Bentegodi...

Scoperta la ragione per cui in città ci sono buche sulle strade che ricordano la giungla congolese: mancanza di stradini che le coprano. Bòn, non ci resta che guidare l'auto con il casco in testa

Il nostro plauso, chiassoso e incondizionato, va ad Anna, una bella ragazza di Borgo Trento che nel suo negozio aiuta i meno giovani – insomma noi vecchi che veniamo dal secolo scorso – a districarsi tra i meandri dell'informatica, della tecnologia, della burocrazia digitale. Santa subito, senza se e senza ma.

Lo so che ne scrivo spesso, ma sapete: avevano promesso che sarebbe stato riaperto dopo due mesi... Due anni dopo, ponte Nuovo sta sempre lì, anzi peggio di prima perché si può solo attraversare a piedi facendo la gimkana. Ma da palazzo Barbieri arrivano buone nuove: si potrà attraversare anche in maniera alternativa. A nuoto, appena le temperature dell'Adige lo permetteranno.

C'è chi fa il giro del mondo in bici, chi attraversa l'Amazzonia e chi le Ande, chi va di qua e chi va di là. Ma nessuno farà una cosa da brividi come quella che mi appresto a fare io: il giro in bici di Borgo Roma, in giorno feriale nelle ore di punta. Amazzonia is nothing.

Allora: a Roma da tanti anni un manipolo di post fascisti si ritrova per ricordare alcuni loro camerati assassinati nel 1978 da estremisti di sinistra. Come ogni anno, fanno il saluto romano e urlano: presente! C'erano pure alcuni zozzoni russi e tedeschi. Tutti filo-putiniani. Ebbene, la tivù di Stato russa ha fatto vedere le immagini di questi buontemponi commentando: vedete che il nostro caro Vladimir ha ragione a fare le guerre per denazificare l'Europa! No comment

Doc

Sono contro le Doc, Docg, Dop, Deco e tutte quelle sigle nate all'inizio con le migliori intenzioni, trasformatesi poi appunto in sigle e aggiungendo burocrazia e distinguo incomprensibili ai più. Sicuramente non sono una sigla, un'etichetta, una burocrazia a garantire qualità e/o salubrità. E prima che l'intero sistema naufraghi nell'irrilevanza, o peggio, servirebbe una riforma che riporti a serietà la voglia di salvaguardare ed esaltare produzioni specifiche. Non accetto obiezioni: una doc vinicola che inizi dalle terre ferrose del Carso triestino e termini in quelle vulcaniche del Vicentino ai confini del Veronese, a 220 km di distanza, è solo una presa in giro.