Il Calciastorie

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di Lorenzo Galliani

Lorenzo Galliani 1

Storie legate al mondo del calcio che non trovano spazio sui quotidiani sportivi. Con uno sguardo un po' ironico e divertito Lorenzo Galliani rende giustizia ad un mondo vastissimo che sul palcoscenico dei campi senza manto erboso e senza tribune, spesso batte ai punti i "templi" dello sport dove si esibiscono le "primedonne" del pallone miliardario.

I veri amici si vedono nel momento del bisogno. Deve averlo detto per la prima volta qualcuno che, nel momento del bisogno, si è scoperto solo. Me lo immagino, davanti a un campo di battaglia o – peggio – prima della cena coi suoceri, urlare ai suoi vecchi compagni di banco: «Dove siete? Venite qui! I veri amici si vedono nel momento del bisogno». Lo rassicuriamo: non è vero.

Giovanni è un uomo semplice. Quando guarda una partita di calcio alla tv, pensa che se una squadra vince è perché è più forte o perché ha avuto più fortuna. O, magari, entrambe le cose. L’eccezione che conferma la regola la conserva per la sua squadra del cuore, o per la Nazionale (sigh!), perché non gli si può chiedere di mantenere la lucidità per tutti i novanta minuti...

È il 19 luglio 2009 e Mauricio Baldivieso è poco più che un bambino: mancano tre giorni al suo tredicesimo compleanno. Come regalo, il mister lo fa esordire nella massima serie...

Nel 1998 Gigi Di Biagio tira un rigore contro la traversa. Non è un rigore qualsiasi, ma quello che elimina l’Italia dai mondiali di Francia, proprio contro i padroni di casa. Una favola finita troppo presto, quella di Maldini e compagni. In quello stesso anno inizia a essere scritta un’altra storia, quella di Simone e Alessandra.

Nelle tre partite di qualificazione ai Mondiali, Carl Ikeme ha incassato un solo gol, quello contro lo Zambia. Una rete più che innocua, visto che la sua Nigeria ha vinto comunque...

Calcio di punizione dalla destra. La traiettoria è di quelle buone, taglienti. Da dietro sta arrivando Niccolò, un difensore magro ma alto. Lo guardano, i campioni della Roma: da Totti a Batistuta, fino a mister Capello in panchina...

Uno scatto: sulla sinistra c’è Marcelo Vieira da Silva Jùnior, noto semplicemente come Marcelo, per la gioia dei telecronisti (altrimenti, come finisci di pronunciare il suo nome, la partita è finita). È abituato a correre sulla fascia, ma lo scatto di cui parliamo è semplicemente fotografico...

[Attenzione: gli episodi qui elencati non sono veri. Tranne uno: indovinate voi quale]. A don Peppe, che durante la visita del vescovo è scivolato in una pozzanghera, sul sagrato della parrocchia. A Gianmarco, al quale, alla discussione di laurea, per l’emozione è scappata una pernacchia (e hanno sentito tutti, oh sì se hanno sentito)...

Marco, per qualche anno, è stato in forza alla Juventus. Il suo posto però non era quello, lo sapeva bene: neanche tra le riserve avrebbe potuto trovare spazio. Certo che allenarsi con Buffon e Del Piero, beh, è già una bella soddisfazione. La sua carriera l’ha costruita nelle serie inferiori: Lucchese, Vis Pesaro, Bellaria, Rimini...

Meglio giocare a calcio che andare in guerra. Per questo motivo nel 1916 in Sud America si sta meglio che in Europa. Il calcio richiama già migliaia di appassionati e Isabelino Gradín è un artista del gol. Qualche decennio dopo, un certo Pelè dirà di averlo ammirato tanto.