Il Calciastorie
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Per completare la squadra va bene anche un ex giocatore della Nazionale

Rossi contro rossi. A certi livelli – bassi – il calcio inglese dà queste soddisfazioni, con 20 giocatori su 22 (portieri a parte) che sembrano appartenere a un’unica grande squadra e si muovono in modo indefinito sul rettangolo di gioco.

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Rossi contro rossi. A certi livelli – bassi – il calcio inglese dà queste soddisfazioni, con 20 giocatori su 22 (portieri a parte) che sembrano appartenere a un’unica grande squadra e si muovono in modo indefinito sul rettangolo di gioco. Siamo nel 2018, e i rossi, quelli del Royton Town, sono davvero pochini. Nove, per la precisione: nessuno rischia di stare in panchina, è vero, ma iniziare in doppia inferiorità numerica potrebbe essere un problema. La cosa buona è che, in categorie così basse, in Inghilterra non serve completare una chissà quale trafila per tesseramento e burocrazia varia. Detto in parole povere, si può davvero prendere il primo che capita. Anche lo scarsone che non metterebbe mai piede neppure in un match tra scapoli e ammogliati. Sembra di tornare ai tempi della scuola, quando i due capitani – generalmente i più forti – si giocavano a pari e dispari il turno di scelta. E, avesse vinto l’uno o l’altro, l’ordine di chiamata degli altri giocatori sarebbe rimasto pressoché lo stesso. Lo scarsone, a meno che non promettesse di restare in porta tutto il tempo (la qual cosa lo rendeva più appetibile), era sempre nella posizione che avevano le Minardi quando correvano in Formula Uno. Per una volta, i ruoli si ribaltano: è la squadra, il Royton Town, a cercare uno scarsone qualsiasi, e non il contrario. E, alla fine, l’annuncio arriva: «Si unisce a noi il papà di un ragazzo», comunicano i rossi agli altri rossi. È il genitore che, dopo aver visto chissà quante partite del proprio pargolo, adesso può scendere in campo con lui. In questo caso, però, non ha nulla da dimostrare. Già, perché il papà in questione si chiama Paul Scholes, per un paio di decenni bandiera del Manchester United con il quale ha vinto undici campionati inglesi, due Champions League, una coppa intercontinentale, una Coppa del mondo per club e un’altra quindicina abbondante di trofei, oltre a 60 e passa presenze in Nazionale. Dalla maglia dell’Inghilterra a quella del Royton Town, dunque, anche se – in undici contro dieci per tutta la partita – la sconfitta è inevitabile. Il regalo, Paul Scholes, però l’ha fatto lo stesso. Non un gol, non una vittoria, ma quello di esserci nel momento del bisogno.

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