Ora che cala il sipario su questo campionato di calcio ’22-’23, a far clamore sono ancora le voci, i suoni, il caos gioioso, la fantasia scoppiettante di una Napoli che festeggia il suo terzo scudetto. Un avvenimento che merita qualche riflessione...
I nostalgici ragazzetti del gioco del pallone – quello prevalentemente giocato nei campetti parrocchiali dove l’erba è improbabile, le dimensioni del rettangolo di gioco approssimative e il pallone...
Il progetto Superlega di calcio che ha visto aderire e 24 ore dopo sfilarsi i dodici club più titolati di Inghilterra, Spagna e Italia (con Internazionale, Juventus e Milan), è campeggiato nelle prime pagine dei quotidiani, nelle aperture dei notiziari e ha letteralmente inondato i social...
Rossi contro rossi. A certi livelli – bassi – il calcio inglese dà queste soddisfazioni, con 20 giocatori su 22 (portieri a parte) che sembrano appartenere a un’unica grande squadra e si muovono in modo indefinito sul rettangolo di gioco.
Dicono che sono disordinato. E hanno ragione. Vorrei trovare una giustificazione, magari citando qualche genio del passato anch’egli con la scrivania piena di fogli svolazzanti. Ma alla fine dimostrerei di avere in comune con lui solo il disordine, non il genio...
Una volta, davanti a una morte, si diceva: “Riposi in pace”. E, ammetto, non trovavo l’idea molto esaltante, perché il Paradiso, in questi termini, mi sembrava piuttosto noioso. Mi aspettavo qualcosa di meglio da Colui che aveva inventato il mare, il sole e... il gelato al pistacchio
Ce la vedete un’azienda di carta igienica sponsorizzare una delle squadre più forti del pianeta? No, ed in effetti non c’è. Perché non conviene: all’azienda stessa ma anche al club, la cui immagine verrebbe in qualche modo indebolita per via dell’accostamento con un prodotto utile, ma poco nobile...
Cosa saremmo disposti a fare per 10 euro? Poco, probabilmente. Per mille, il discorso cambia. E per un milione, perfino qualcuno che commenta schifato i programmi spazzatura, parteciperebbe senza troppi problemi...
Non è una partita semplice, per il Frosinone. Allo stadio Benito Stirpe arriva il Lecce, una delle squadre candidate alla promozione in Serie B. È reduce da un filotto di risultati positivi e da quest’anno (stagione 2013-14) il numero 10 è sulle spalle di un certo Fabrizio Miccoli...
Si chiama Lorenzo, è un mio studente e il suo sport preferito, quest’anno, è quello di mettermi in crisi con le sue domande sul senso della vita, sul Paradiso e su tutto il resto...
“Non perdete la fede”. Potrebbe essere l’ennesima invocazione detta dal sacerdote in modo non sempre convinto e convincente. Oppure arriva davvero in un momento difficile, tremendo, tragico: guardate che c’è oltre. Oppure ancora, è una squadra di calcio a urlarlo. Anzi, a farci un intero video...
Paolo Soglia è un giornalista mangiapreti, uno che non si aspetterebbe di essere citato in un settimanale diocesano. Lo stimo molto e tifa la mia stessa squadra (le due cose non sono necessariamente collegate).
Una partita di calcio è una piccola guerra. Si affrontano due eserciti, guidati da un generale. C’è un campo di battaglia da dominare e una sconfitta da gettare addosso all’altro schieramento che assume la forma indolore di un pallone in rete...
Dobbiamo pensare ai giovani. La nostra priorità è dare spazio alle giovani generazioni, consentendo loro di essere i protagonisti dell’Italia di domani. I giovani sono il futuro, anzi il presente...
Stagione 1996-97. Fabio Capello col Milan ha già conquistato 5 campionati, una Coppa dei Campioni, una Supercoppa Uefa e tanto altro. In dieci anni da mister in prima squadra ha già vinto quello che la stragrande maggioranza degli allenatori non vede nell’arco di una carriera...
Conoscete Tomas Soucek? È un lungagnone di 1 metro e 92, gioca tra la difesa e il centrocampo: dopo qualche anno allo Slavia Praga, è stato acquistato dagli inglesi del West Ham...
“Faccia d’angelo” era un soprannome ma, più che altro, una presa in giro. Perché Roberto Rosato, di professore stopper, non si tirava mai indietro: gli attaccanti avversari si sarebbero dovuti scontrare con lui, uscendone con le ossa rotte...
Ci sono sogni che si ripetono e risvegliano altri sogni. Era il 1985 quando il piccolo Verona si mostrò all’Italia come il gigante del calcio. Allora ero giovane e scanzonato. E fu un sogno senza risveglio che andava a gratificare quel po’ di sportivo che mi portavo dentro...
Quando un uomo sulla carrozzina si alza e inizia a correre, ci sono due possibilità: o è un miracolo o un inganno. Nel caso di Mario Ferri, la seconda. Si era finto disabile per poter assistere alla partita di calcio da bordo campo, nel posto riservato ai portatori di handicap...
A differenza di Paperopoli e Topolinia, il Daghestan esiste. È una repubblica della Federazione Russa e, peraltro, è piuttosto grandina: 50mila metri quadri, tre milioni di abitanti e, ovviamente, un campionato di calcio seguito da pochi appassionati...
Il terrore dei daltonici, e non solo loro. Sport Recife-Atletico Paranaense, giocata il 2 luglio 2017, deve aver messo in crisi i telespettatori. I padroni di casa indossavano la divisa rossa, gli ospiti la maglia arancione. Tutto chiaro, no?
Cinque minuti al 90’. L’Italia è in vantaggio con un gol di Cassano ma c’è ancora molto da soffrire. Il pallone resta a pochi passi dalla nostra porta: né i difensori azzurri riescono a buttarlo lontano, né gli attaccanti svedesi a tirare in rete...
Un quadro e una tapparella. Nella mia breve carriera da calciatore, ricordo di aver fatto solo queste due vittime. Della seconda fui quasi orgoglioso, perché in genere si mandano in frantumi i vetri delle finestre, non le tapparelle...
Giuseppe, nel suo piccolo, ha fatto la storia del calcio italiano. E il nome non è un indizio molto utile, perché di Giuseppe da ricordare ce ne sono tanti...
Con Bruno Pizzul non abbiamo vinto niente. Iniziò a raccontare in tv le partite dell’Italia dopo il trionfo di Spagna ’82, e ha passato il testimone dopo la disastrosa edizione in Corea e Giappone, prima del trionfo di Cannavaro e compagni di quattordici anni fa (ehi, così tanti? Chi ci ha rubato il tempo?)...
La chiamano fuga scudetto. A volte anche troppo presto. Quando una squadra, a metà ottobre, ha quattro punti di vantaggio sulla seconda, è già in “fuga scudetto”. In tv, sui giornali, sulla bocca della gente...
Il progetto Superlega di calcio che ha visto aderire e 24 ore dopo sfilarsi i dodici club più titolati di Inghilterra, Spagna e Italia (con Internazionale, Juventus e Milan), è campeggiato nelle prime pagine dei quotidiani, nelle aperture dei notiziari e ha letteralmente inondato i social...
Rossi contro rossi. A certi livelli – bassi – il calcio inglese dà queste soddisfazioni, con 20 giocatori su 22 (portieri a parte) che sembrano appartenere a un’unica grande squadra e si muovono in modo indefinito sul rettangolo di gioco.
Dicono che sono disordinato. E hanno ragione. Vorrei trovare una giustificazione, magari citando qualche genio del passato anch’egli con la scrivania piena di fogli svolazzanti. Ma alla fine dimostrerei di avere in comune con lui solo il disordine, non il genio...
Una volta, davanti a una morte, si diceva: “Riposi in pace”. E, ammetto, non trovavo l’idea molto esaltante, perché il Paradiso, in questi termini, mi sembrava piuttosto noioso. Mi aspettavo qualcosa di meglio da Colui che aveva inventato il mare, il sole e... il gelato al pistacchio
Ce la vedete un’azienda di carta igienica sponsorizzare una delle squadre più forti del pianeta? No, ed in effetti non c’è. Perché non conviene: all’azienda stessa ma anche al club, la cui immagine verrebbe in qualche modo indebolita per via dell’accostamento con un prodotto utile, ma poco nobile...
Cosa saremmo disposti a fare per 10 euro? Poco, probabilmente. Per mille, il discorso cambia. E per un milione, perfino qualcuno che commenta schifato i programmi spazzatura, parteciperebbe senza troppi problemi...
Non è una partita semplice, per il Frosinone. Allo stadio Benito Stirpe arriva il Lecce, una delle squadre candidate alla promozione in Serie B. È reduce da un filotto di risultati positivi e da quest’anno (stagione 2013-14) il numero 10 è sulle spalle di un certo Fabrizio Miccoli...
Si chiama Lorenzo, è un mio studente e il suo sport preferito, quest’anno, è quello di mettermi in crisi con le sue domande sul senso della vita, sul Paradiso e su tutto il resto...
“Non perdete la fede”. Potrebbe essere l’ennesima invocazione detta dal sacerdote in modo non sempre convinto e convincente. Oppure arriva davvero in un momento difficile, tremendo, tragico: guardate che c’è oltre. Oppure ancora, è una squadra di calcio a urlarlo. Anzi, a farci un intero video...
Paolo Soglia è un giornalista mangiapreti, uno che non si aspetterebbe di essere citato in un settimanale diocesano. Lo stimo molto e tifa la mia stessa squadra (le due cose non sono necessariamente collegate).
Una partita di calcio è una piccola guerra. Si affrontano due eserciti, guidati da un generale. C’è un campo di battaglia da dominare e una sconfitta da gettare addosso all’altro schieramento che assume la forma indolore di un pallone in rete...
Dobbiamo pensare ai giovani. La nostra priorità è dare spazio alle giovani generazioni, consentendo loro di essere i protagonisti dell’Italia di domani. I giovani sono il futuro, anzi il presente...
Stagione 1996-97. Fabio Capello col Milan ha già conquistato 5 campionati, una Coppa dei Campioni, una Supercoppa Uefa e tanto altro. In dieci anni da mister in prima squadra ha già vinto quello che la stragrande maggioranza degli allenatori non vede nell’arco di una carriera...
Conoscete Tomas Soucek? È un lungagnone di 1 metro e 92, gioca tra la difesa e il centrocampo: dopo qualche anno allo Slavia Praga, è stato acquistato dagli inglesi del West Ham...
“Faccia d’angelo” era un soprannome ma, più che altro, una presa in giro. Perché Roberto Rosato, di professore stopper, non si tirava mai indietro: gli attaccanti avversari si sarebbero dovuti scontrare con lui, uscendone con le ossa rotte...
Ci sono sogni che si ripetono e risvegliano altri sogni. Era il 1985 quando il piccolo Verona si mostrò all’Italia come il gigante del calcio. Allora ero giovane e scanzonato. E fu un sogno senza risveglio che andava a gratificare quel po’ di sportivo che mi portavo dentro...
Quando un uomo sulla carrozzina si alza e inizia a correre, ci sono due possibilità: o è un miracolo o un inganno. Nel caso di Mario Ferri, la seconda. Si era finto disabile per poter assistere alla partita di calcio da bordo campo, nel posto riservato ai portatori di handicap...
A differenza di Paperopoli e Topolinia, il Daghestan esiste. È una repubblica della Federazione Russa e, peraltro, è piuttosto grandina: 50mila metri quadri, tre milioni di abitanti e, ovviamente, un campionato di calcio seguito da pochi appassionati...
Il terrore dei daltonici, e non solo loro. Sport Recife-Atletico Paranaense, giocata il 2 luglio 2017, deve aver messo in crisi i telespettatori. I padroni di casa indossavano la divisa rossa, gli ospiti la maglia arancione. Tutto chiaro, no?
Cinque minuti al 90’. L’Italia è in vantaggio con un gol di Cassano ma c’è ancora molto da soffrire. Il pallone resta a pochi passi dalla nostra porta: né i difensori azzurri riescono a buttarlo lontano, né gli attaccanti svedesi a tirare in rete...
Un quadro e una tapparella. Nella mia breve carriera da calciatore, ricordo di aver fatto solo queste due vittime. Della seconda fui quasi orgoglioso, perché in genere si mandano in frantumi i vetri delle finestre, non le tapparelle...
Giuseppe, nel suo piccolo, ha fatto la storia del calcio italiano. E il nome non è un indizio molto utile, perché di Giuseppe da ricordare ce ne sono tanti...
Con Bruno Pizzul non abbiamo vinto niente. Iniziò a raccontare in tv le partite dell’Italia dopo il trionfo di Spagna ’82, e ha passato il testimone dopo la disastrosa edizione in Corea e Giappone, prima del trionfo di Cannavaro e compagni di quattordici anni fa (ehi, così tanti? Chi ci ha rubato il tempo?)...
La chiamano fuga scudetto. A volte anche troppo presto. Quando una squadra, a metà ottobre, ha quattro punti di vantaggio sulla seconda, è già in “fuga scudetto”. In tv, sui giornali, sulla bocca della gente...
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