Il Calciastorie
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Se la tecnologia confonde una testa calva col pallone

Si chiama Lorenzo, è un mio studente e il suo sport preferito, quest’anno, è quello di mettermi in crisi con le sue domande sul senso della vita, sul Paradiso e su tutto il resto...

Parole chiave: Il calciastorie (121), Sport (135), Calcio (132)

Si chiama Lorenzo, è un mio studente e il suo sport preferito, quest’anno, è quello di mettermi in crisi con le sue domande sul senso della vita, sul Paradiso e su tutto il resto. Vorrei dirgli che, anche se sono io l’insegnante, ne so meno dei miei alunni. I giovani non parlano di religione (preferiscono i videogiochi), ma di colpo si accendono con intuizioni fulminee che forse avevo anch’io, alla loro età, ma ormai chi se lo ricorda più. Lorenzo ha dieci marce in più di me, ne sono convinto. L’ultima lezione, però, l’ha combinata grossa. Ha aspettato il suo turno per fare la domanda insidiosa – come un cacciatore attende la preda – e ha sparato la sua cartuccia. Ha sparato però malissimo, iniziando così: «Prof, quando lei era giovane...». Mi ha offerto subito la possibilità di interromperlo, rimandando la domanda di qualche secondo: «Come sarebbe a dire che ‘ero’ giovane???». Mi sono inginocchiato accanto alla cattedra, come in preda alla disperazione, mentre i suoi compagni ridevano e commentavano: «Ma è giovane», «Ha trenta e qualcosa anni», «Che figura...». Ovviamente non mi sono offeso e ricordo bene che, quando ero io alle medie, un qualsiasi over 25 era ai miei occhi un dinosauro.
Figuracce in buonafede: più che a Lorenzo, bisognerebbe chiedere alla squadra scozzese dell’Inverness, che nei giorni scorsi ha ospitato l’Ayr United. Telecronista del club in postazione, non il cameraman perché siamo nel 2020 e la tecnologia permette di inquadrare automaticamente il pallone. Ogni tanto, però, i tifosi delle due squadre ricevono le immagini non delle fasi di gioco, ma di uno dei guardalinee. Se ci fosse chi fa le riprese, potremmo ipotizzare che si sia distratto (o sia ubriaco, o entrambe). Nel caso di un complesso sistema robotizzato, occorre un’altra spiegazione. Che arriva presto: il guardalinee è calvo e il supercomputer ha confuso la sua pelata con il pallone. Tutto sommato, meglio sentirsi dare involontariamente dell’anziano che avere la testa presa per una boccia. Ma chi di noi non ha mai fatto gaffe? A volte permettono persino di sorridere spezzando il ritmo frenetico della giornata. Detto questo, caro Lorenzo, la prossima volta che mi dai del vecchio puoi considerarti un alunno bocciato.

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