Condiscepoli di Agostino

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Zenti mons. Giuseppe

Su ogni possibile questione Agostino si impegna a confrontarsi con le varie correnti filosofiche del suo tempo. Anche nell’ambito della risurrezione dei corpi, mentre affronterà il medesimo tema solo dal punto di vista della teologia biblica nel libro XXII de La città di Dio.

Tra i vari argomenti affrontati da Agostino nel libro XIII de La città di Dio vi è quello, importante, del rapporto tra peccato e morte. Ma da dove si è avviata la vicenda del peccato che ha rovinato l’intero percorso della storia, segnato appunto dalla tragedia della morte, dando origine di fatto alla città terrena nella sua dimensione umana che si è aggiunta a quella angelica demoniaca?

Agostino cerca di approfondire il senso del morire, sia quello fisico sia quello spirituale: “Finché gli uomini hanno la percezione, certamente sono ancora in vita, e se sono ancora in vita si deve dire che sono prima della morte e non nella morte...

Nei primi undici paragrafi del libro tredicesimo del La città di Dio, Agostino fissa la sua attenzione sul mistero della morte, su cui si sono confrontati filosofi, teologi e letterati di tutti i tempi e di tutte le culture

Agostino è un grande appassionato dell’essere umano. Ne indaga a fondo l’origine e la natura. È convinto che, al fine di assicurare l’unità concorde del genere umano, Dio ha creato dal nulla solo Adamo, affermando la teoria del monogenismo

Tra le varie definizioni di Agostino, oltre che poeta della misericordia di Dio, gli si addice quella di cantore della Provvidenza che si rivela nella “bellezza dell’ordine dell’universo” (De civ. Dei, XII, 4). Per questo, scoprendo che tutto entra nell’ordine stabilito da Dio, ci è doveroso “rendere gloria al suo artefice” (Ivi).

Agostino, nel quadro della Creazione, considera insieme angeli e uomini, partecipi, gli uni, quelli fedeli a Dio, della medesima città, la città di Dio; e gli altri, quelli infedeli a Dio, della medesima città, la città terrena: “Si può parlare appropriatamente non di quattro città, ossia società, cioè due di angeli e due di uomini, ma di due soltanto...

La facoltà superiore alle altre nell’uomo è l’amore, capace di amare l’amore, da cui si sente attratto, calamitato. Ecco che cosa ci dice in proposito Agostino: “È amato l’amore...

Altro importante paragrafo della Città di Dio. Di alta teologia trinitaria: la Trinità, nella distinzione delle Persone ognuna della quali ha un ruolo specifico, è la prima e assoluta origine della Città di Dio