Editoriale

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Leggendo le biografie di alcuni santi della carità sono sempre rimasto impressionato dal fatto che puntassero non semplicemente a fare il bene, ma a fare bene il bene...

Nei giorni scorsi la Camera ha approvato una proposta di legge per reintrodurre in tutta la scuola dell’obbligo l’insegnamento di Educazione civica con un insegnante, un voto in pagella e una valutazione finale...

Mancano tre settimane al voto che porterà al rinnovo del Parlamento europeo. Per non farci sopraffare dalla sfiducia nei confronti di una realtà percepita lontana, in mano a burocrati e tecnocrati, e per votare con cognizione di causa avremmo bisogno in questa campagna elettorale di sentire non solo slogan bensì qualche idea, un programma che indichi prospettive valide e lungimiranti tali da poter rinfocolare la speranza sul futuro dell’Unione Europea.

Ho conosciuto alcune famiglie di srilankesi e l’aggettivo che mi viene spontaneo pensando a loro è mitezza. Anche quando sono poveri e dediti a lavori umili non li ho mai sentiti lamentarsi e li ho visti sorridenti. In chiesa sono devoti e animati da una fede semplice e profonda.

Correva l’anno 1969, nelle Università gli studenti occupavano le aule per cambiare il mondo, in quella della mia prima elementare neanche ci si rendeva conto di esserci al mondo…

È un testo che incoraggia, stimola e colloca la gioventù in un quadro di riferimento positivo e denso di speranza quello che papa Francesco offre e affida alla Chiesa universale nell’esortazione apostolica Christus vivit (Cristo vive) dedicata ai giovani...

Che al mondo ci sia qualcuno che si interessa della famiglia e si dia da fare per darle una mano mi sembra la cosa più ragionevole e opportuna che si possa immaginare. Sempre che la famiglia sia il motore che lo fa funzionare questo mondo. E fintanto che i figli non impareremo ad averli col gratta e vinci, sarà bene che di famiglia si parli. Eccome. L’Europa perde ogni anno circa tre milioni di lavoratori (l’Italia più di duecentomila) e non c’è nessuno che li sostituisca...

C’è un metodo infallibile per farsi del male gratis e senza fatica: parlare di famiglia. Ogni volta che si apre un capitolo su questo tema a qualsiasi livello, è come innescare una bomba atomica, senza contare che bisogna difendersi anche dal “fuoco amico”, come in ogni guerra che si rispetti...

Ci sono eventi che, a livello di cronaca, durano qualche giorno, ma gettano le radici così in profondità da permettere loro di sopravvivere come alberi rocciosi anche a catastrofi o siccità prolungate; ci sono fatti che sul momento vengono letti e interpretati con gli occhiali degli influencer di turno, ma che nascondono una profezia di futuro da fiume carsico che affiora in tempi e modi inaspettati e con tale intensità da non permettere più di tornare indietro...

Chi della mia generazione e dintorni non ricorda gli scioperi degli studenti? Non quelli del ’68, periodo in cui eravamo ancora alla scuola materna; i nostri erano i tempi del cosiddetto “riflusso”, quando guadagnavano terreno sulle ideologie forti più realistiche percezioni delle esigenze economiche e talvolta anche semplici furbesche mascalzonate.