Editoriale

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L’intervento della famosa virologa Ilaria Capua che abbiamo ospitato nelle nostre pagine la scorsa settimana ci ha aperto un orizzonte vastissimo sul mondo dei virus, che nostro malgrado abbiamo incominciato a conoscere meglio grazie a quello che, ironia della sorte, sembra essere l’attuale detentore della sovranità, almeno stando al suo nome: il Coronavirus

Un’immagine ricorrente per descrivere l’attuale situazione é quella del conflitto bellico. Premesso che solo gli 80enni e oltre possono avere almeno un vago ricordo di una guerra in senso classico, oggi il richiamo si fa più frequente e diretto: si esprime in questi termini, per esempio, il sindaco Federico Sboarina quando è chiamato a commentare i numeri della pandemia nella città scaligera...

Ogni crisi spinge al cambiamento. Ma la direzione del cambiamento non è segnata.
e delle restrizioni imposte alle attività produttive per ridurre i rischi connessi all’emergenza sanitaria sono evidenti ancorché non del tutto quantificabili.

L’ha detto il Papa che vaccinarsi è un dovere etico perché in gioco non c’è solo la salute individuale, ma anche quella degli altri e quindi si tratta del bene comune. Tutti d’accordo, allora?

Da ragazzi, quando si entrava in un tempo speciale, fosse l’Avvento, la Quaresima o semplicemente il mese di maggio, si dovevano compiere delle buone azioni denominate anche “fioretti”

Da quasi un anno ormai viviamo nella situazione di pandemia e, dopo aver dovuto sottostare a necessarie restrizioni, la voglia di tornare alla normalità è comprensibilmente grande, soprattutto nei giovani che in questi mesi hanno dovuto, volenti o nolenti, tenere a freno l’esuberanza tipica della loro età

Chi non ricorda la celebre frase in inglese maccheronico che caratterizzava la réclame di un gelato, divenuta un vero e proprio tormentone, Du gust is megl che uàn (due gusti è meglio di uno)?

Il 22 gennaio scorso è entrato in vigore il Trattato delle Nazioni Unite sulla proibizione delle armi nucleari. In pochi se ne sono accorti, dunque un trattato destinato, come i tanti precedenti, a restare sulla carta?