Editoriale

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Rimango stupito quando sento amici e conoscenti che, con soddisfazione, si vantano dei loro affari a basso costo: «Nel tal mercato c’è una bancarella dove un cappotto costa 5 euro», «nel tal’altro mercatino, con pochi centesimi si riesce a portar via una cassettina intera di frutta» e via dicendo. E così siamo convinti che potremmo vivere nel migliore dei mondi possibili se solo avessimo un po’ di sicurezza (individuale) in più...

Bisognerà vedere quale recezione e attuazione avrà in un contesto multiforme come quello islamico dove la religione determina anche le scelte politiche, economiche, militari degli Stati oltre alle azioni quotidiane dei cittadini...

Se non andremo noi verso le periferie, saranno loro che ci verranno a trovare. E non sarà un idillio. Se non ascoltiamo l’invito di papa Francesco...

Cento anni fa, era il 18 gennaio 1919, dopo mezzo secolo nel quale i cattolici italiani rispetto alla vita politica non potevano essere “né eletti, né elettori”, prendeva forma una nuova fase inaugurata con il famoso appello di don Luigi Sturzo ai “liberi e forti”. Nasceva il Partito Popolare che, poi, sarebbe diventato Democrazia cristiana.

La nota qualificante della Chiesa, che deriva direttamente dalle parole del Maestro: «Andate in tutto il mondo e annunciate il Vangelo ad ogni creatura» (Mc 16,15), è essenzialmente quella dell’annuncio e più in generale della comunicazione. 

La singolare vicenda della norma inserita nella legge di bilancio che prevede il raddoppio della tassazione dell’Ires a carico delle realtà del terzo settore, equiparando gli enti non profit alle società commerciali a scopo di lucro, ha sollevato un polverone tale che il premier Giuseppe Conte ha annunciato la retromarcia: «Provvederemo quanto prima, a gennaio, a intervenire per riformulare e calibrare meglio la relativa disciplina fiscale»...

Iniziato il tempo di Avvento, propizio per rimettere in sesto la nostra vita spirituale prima di accostarci alla festa del Natale del Signore, ci accorgiamo che le operazioni per cercare di rimettere in sesto i conti economici sono iniziate da tempo, insieme con l’accensione delle luminarie che, almeno nelle intenzioni dei commercianti, dovrebbero mettere allegria e voglia di comprare.

Qualcosa sta cambiando nel Paese se il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nell’ultimo mese ha sentito la necessità di ribadire più volte che l’informazione è un bene pubblico di rilevanza costituzionale. E che la libertà di stampa e la tutela delle minoranze richiedono il sostegno dello Stato...

La questione non è se funzionerà oppure no. È molto più seria. Non si tratta solo della promessa (o scommessa?) che il reddito di cittadinanza previsto dal governo gialloverde farà ripartire l’economia del Paese. L’Istat, la Corte dei Conti, Confindustria, l’Fmi, la Commissione europea ci dicono che non funzionerà. Il governo al contrario assicura che sarà uno strumento per la crescita. I conti li faremo alla fine...