Editoriale

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Ogni crisi spinge al cambiamento. Ma la direzione del cambiamento non è segnata.
e delle restrizioni imposte alle attività produttive per ridurre i rischi connessi all’emergenza sanitaria sono evidenti ancorché non del tutto quantificabili.

L’ha detto il Papa che vaccinarsi è un dovere etico perché in gioco non c’è solo la salute individuale, ma anche quella degli altri e quindi si tratta del bene comune. Tutti d’accordo, allora?

Da ragazzi, quando si entrava in un tempo speciale, fosse l’Avvento, la Quaresima o semplicemente il mese di maggio, si dovevano compiere delle buone azioni denominate anche “fioretti”

Da quasi un anno ormai viviamo nella situazione di pandemia e, dopo aver dovuto sottostare a necessarie restrizioni, la voglia di tornare alla normalità è comprensibilmente grande, soprattutto nei giovani che in questi mesi hanno dovuto, volenti o nolenti, tenere a freno l’esuberanza tipica della loro età

Chi non ricorda la celebre frase in inglese maccheronico che caratterizzava la réclame di un gelato, divenuta un vero e proprio tormentone, Du gust is megl che uàn (due gusti è meglio di uno)?

Il 22 gennaio scorso è entrato in vigore il Trattato delle Nazioni Unite sulla proibizione delle armi nucleari. In pochi se ne sono accorti, dunque un trattato destinato, come i tanti precedenti, a restare sulla carta?

Che rimane di Cattolica Assicurazioni? Che rimane della richiesta ai soci di votare l’aumento di capitale nascondendo di fatto l’intesa già conclusa con Generali? Che rimane dell’accordo strategico per rilanciare la compagnia a Verona e sul territorio? Che rimane della trasformazione dalla forma cooperativistica in Spa (benedetta come un evento storico…) nell’interesse di Verona e del suo territorio?

Da molti anni le letture bibliche durante la Messa vengono proclamate indistintamente da uomini e donne (tranne il Vangelo, riservato – quando c’è – al diacono oppure al presbitero); così pure l’Eucaristia portata ai malati nelle loro case o distribuita ai fedeli durante la celebrazione dai ministri straordinari della Comunione insieme al sacerdote.