Il Calciastorie
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Il più giovane esordiene (e raccomandato)

È il 19 luglio 2009 e Mauricio Baldivieso è poco più che un bambino: mancano tre giorni al suo tredicesimo compleanno. Come regalo, il mister lo fa esordire nella massima serie...

Parole chiave: Calciastorie (6), Lorenzo Galliani (55), Sport (138)

I record sono fatti per essere battuti. Ma qualche volta è meglio lasciarli stare e non avere l’ansia di apparire a tutti i costi in un albo delle statistiche. È il 19 luglio 2009 e Mauricio Baldivieso è poco più che un bambino: mancano tre giorni al suo tredicesimo compleanno. Come regalo, il mister lo fa esordire. Fin qui non c’è nulla di male, perché Mauricio ha i piedi e l’agilità da attaccante. Quello che stupisce è che non parliamo di calcio giovanile o dilettantistico, ma della serie A boliviana. Mauricio entra in campo a dieci minuti dalla fine, con la maglia dell’Aurora, e i commentatori presenti iniziano a chiedersi se sia davvero il più giovane calciatore ad esordire in un campionato professionistico: non in Bolivia, ma in tutto il mondo. La risposta sarà affermativa. Intanto, Mauricio tocca il primo pallone e lo passa dietro a un compagno. Poco dopo, tenta di fare lo stesso, senza grandi pretese – difficile per un adolescente superare in dribbling atleti di dieci anni più grandi – ma subisce un bel calcione alle caviglie. Si rotola per terra, è costretto alle cure mediche per alcuni minuti. Poi la partita finisce: il ragazzino non ha lasciato il segno, ma nella storia del calcio c’è un record che non sarà di Messi o Cristiano Ronaldo, ma suo. Il record però era meglio lasciarlo stare, tanto Mauricio prima o poi avrebbe esordito comunque. A 16 o 17 anni, forse, comunque non a 13. Il mister che lo ha mandato in campo si chiama Julio César Baldivieso: il cognome è lo stesso e non per coincidenza. Julio César, oltre che ex calciatore di buon livello, è il padre del talentino e di lì a pochi giorni, cacciato dalla società, dirà pubblicamente: «Potevo scegliere tra mio figlio e il club. E ho scelto mio figlio». L’etica va a farsi benedire, la sincerità invece non manca. È quella che è assente a vecchi baroni universitari, che inseriscono in ateneo i figli dei colleghi, o professionisti che hanno un’attenzione particolare per gli amici degli amici. Il fascino della scorciatoia è irresistibile. Anche per chi, come Mauricio, è bravo e non ne avrebbe bisogno. Ma lui era appena un ragazzino. Altri, invece, accettano la spintarella «perché non si sa mai». Spingi e spingi, a cadere è la dignità. Ma, per molti, non pare essere un gran problema.

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