Il Calciastorie

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di Lorenzo Galliani

Lorenzo Galliani 1

Storie legate al mondo del calcio che non trovano spazio sui quotidiani sportivi. Con uno sguardo un po' ironico e divertito Lorenzo Galliani rende giustizia ad un mondo vastissimo che sul palcoscenico dei campi senza manto erboso e senza tribune, spesso batte ai punti i "templi" dello sport dove si esibiscono le "primedonne" del pallone miliardario.

Quando il calcio fa a pugni con la geografia, l’Australia cambia continente. La patria dei canguri dal 2006 ha abbandonato la Coppa delle Nazioni oceaniane, lasciando alla Nuova Zelanda il campo aperto – salvo incredibili tonfi – per una vittoria contro le non temibili Papua Nuova Guinea, Isole Figi e Nuova Caledonia...

Possiamo gonfiarci il petto, i migliori. Ma, sotto sotto, sappiamo di essere pieni di toppe e ammaccature. Anche per questo tifiamo Davide contro Golia e non ci dispiace sapere che tanti protagonisti della Bibbia siano pieni di difetti, da Mosè a Giacobbe, da Pietro a Paolo.

Picchiare qualcuno non è come ucciderlo, ma di certo non è bello. Insultarlo non è come dargli un pugno, ma non per questo è un gesto galante. E ancora: sputargli addosso è sicuramente meno grave di una gomitata sui denti, eppure resta un gesto poco simpatico...

Oslo, 24 aprile 1996. Josè Francisco Molina, protagonista nell’Atletico Madrid che sta per vincere il campionato spagnolo, fa il suo esordio in Nazionale. Altre volte era stato convocato, ma non aveva mai messo piede in campo...

Chi sbaglia paga, oppure trova qualcuno sul quale scaricare la colpa. David McNamara questo “qualcuno” non ce l’ha e – aggravante del caso – sbaglia pur essendo proprio lui la persona chiamata a far rispettare le regole.

Tifare è uno sport usurante. Non solo a livello psicologico (basta perdere una partita all’ultimo minuto per rendersene conto) ma anche e soprattutto fisico. Perché quando l’ala destra crossa in mezzo e il bomber salta, ti viene istintivo muovere la testa per colpire il pallone, anche se sei sulle gradinate...

I grandi campioni, spesso e volentieri, fanno dei giochi di magia. Tra i loro piedi, la palla sparisce da una parte e ricompare dall’altra, quando ormai – anche se il trucco l’hai capito – è troppo tardi per recuperare. Oppure ti fanno credere che stanno per scattare in una direzione e, appena hai abboccato alla finta, se ne vanno in quella opposta e tanti saluti...

«Tira piano, che gli fai male!». Da bambini, quando spesso davanti a noi avevamo il cuginetto più piccolo, gli adulti ci tenevano sotto controllo: guai a calciare il pallone troppo forte...

Dicono che le sue prime parole, appena giunto in Italia, furono queste: «È proprio bella Pescara». Subito gli spiegarono che si trovava a Lecce. Mazinho è un nome simpatico per il calcio italiano, e a pensarci bene non è proprio un complimento. Come quando è una ragazza a essere definita “simpatica” (o un ragazzo è “un tipo”), e capisci che forse la bellezza non è proprio la sua caratteristica principale...