Caffè & brioche

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È arrivato il castigamatti Brunetta a sovrintendere alla pubblica amministrazione. Beh, speriamo suoni la campanella della fine ricreazione (la chiamano smart working), perché ormai i racconti e gli aneddoti sulla “produttività” di molti, troppi uffici pubblici – a cominciare dal municipio cittadino – si sprecano e fanno sempre più male. Al cuore e ai portafogli dei contribuenti.

Le cronache veronesi ci raccontano da tempo di amministratori di enti pubblici indagati (anche se poi magari assolti) per aver pagato cene o alberghi con i soldi aziendali. E qui già si vede un progresso rispetto al passato. Facendo conto che siano vere le accuse, un tempo ci si faceva la villa e molto altro a spese dei contribuenti, oggi una mangiata di pesce.

Il Giuseppi è stato presidente del Consiglio per quasi tre anni, come un grande statista senza però aver mai preso un voto in vita sua. Poi, in due ore, la disoccupazione. Niente reincarico, e addio presidenza del Consiglio. E allora ministro di Draghi. Già, ma che ministero? Non gli si può dare la qualunque. E in quota a chi? A chi insomma prenderebbe il posto? E allora ha provato a prendersi il Movimento 5 Stelle. Al che il buon Giggino Di Maio gli ha detto: abbello de mamma! Giù le mani! Gli amici romani del Pd gli hanno infine proposto il seggio di Siena, un tempo rosso. E a Siena non l'hanno presa bene: in Parlamento ci andrà casomai uno dei nostri, dei locali. Sindaco di Roma? Al di là del fatto che governare Roma è un incubo, ma con quale esperienza lo farebbe, dato che non ha mai fatto nemmeno il consigliere comunale per un quarto d'ora? Niente. Insomma un po' di pazienza: se l'altro Conte a maggio non vince lo scudetto...

Certo che è tremendo sentire ‘sto coro di “Quello lì è il meglio”, “Ah, come quello non c’è nessuno”, “Se c’è quello lì, faccio volentieri un passo indietro”… Cosa vuol dire? Che finora e per anni ci siamo accontentati della Serie B? Dei panchinari?

Nell’Italia dei milioni di disoccupati o sotto-occupati, ci sono dai 30 ai 50mila posti di infermiere vacanti e mancanti. Forza ragazzi!

E poi arrivo il Draghi, e li bruciò tutti…

Un amico mi dice: peccato che i populisti stiano sparendo, Draghi non ci voleva. Mi stupisco, conosco bene il suo orientamento politico (e il suo lavoro: maneggia soldi), pensavo che uno come Draghi… Certo, è il più bravo – mi dice – ma con gli altri ho fatto un sacco di soldi. Quando la coppia Salvini-Di Maio è andata al potere, lo spread è salito e sembrava che l’Italia fosse al capolinea. Vabbè, saranno stati due incapaci ma intanto ho comprato titoli italiani a man bassa. Ora con Draghi lo spread è ai minimi. Io con quei titoli ci ho guadagnato un pozzo di soldi, ma adesso cosa compro? Speriamo torni Salvini. E detta così, non penso che Salvini si goda molto.

Alla fine sono i risultati che contano. L’allenatore è bravo, lo stimano in molti, in passato ha portato a casa qualche trofeo, la squadra si dice coesa e stretta attorno a lui… Ma ultimamente fa fatica, i numeri non sono dalla sua parte, sui risultati futuri i dubbi sono crescenti, forse il suo momento migliore è passato. Così Conte alla fine è stato esonerato, e già tutti a guardare il successore. Sic transit...

Dicono che sia già partita la campagna elettorale per le elezioni amministrative a Verona. Che si terranno a fine primavera 2022, non dopodomani. Roba lunga, insomma. Si parla di un possibile candidato ex calciatore (Damiano Tommasi) e di due sindaci ultras dell’Hellas, Flavio Tosi e Federico Sboarina. Elkjaer non disponibile...

Avviso ai naviganti: il format “crisi di governo” si sta prolungando un po’ troppo, è abbastanza soporifero, difficilmente c’è qualcuno tra gli italiani che si sta esaltando sulla vicenda dei Responsabili o del mandato esplorativo. Gli italiani appunto si sono fatti di bocca raffinata, guardano Netflix e sempre meno RaiUno, le sceneggiature le vogliono ricche, sapide, veloci. Sennò cambiano canale in un amen. Ecco, signori politici: attenzione alla rapida rottamazione da telecomando mentale.