Caffè & brioche

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Zoo

C’erano gli animali, un tempo, nello zoo di Verona, oggi ci sono gli splendidi disegni di animali fatti con lo spray. Meglio così.

Già circolano le vaccate emerse negli scritti della Maturità. Mi ha colpito il D’Annunzio poeta ed estetista. Poi ho ragionato su D’Annunzio. Qualcuno di voi si ricorda una sua poesia? Un suo scritto? È un poeta per definizione, non per nostra frequentazione. Invece come “estetista”… dal liquore Sangue morlacco della Luxardo alla Rinascente, ha inventato il marketing moderno. Ma non fa fine e lo definiamo “poeta”.

Riaggiornamento di un vecchio motto: un inglese, un idiota; due inglesi, una partita di cricket; tre inglesi, un grande popolo. Un tedesco, un lavoratore; due tedeschi, una birreria; tre tedeschi, una guerra. Un italiano, un bel tipo; due italiani, un litigio; tre italiani: Salvini, Di Maio e Conte. Ah no, siamo ancora a due. Allora tre italiani…

Una strage nel mare. Una mattanza. E nessuno che fa qualcosa, che impedisce un simile scempio. Ovviamente non stiamo parlando dei disgraziati che attraversano il Mediterraneo sulle barcarole probabilmente per risparmiare i soldi del traghetto, ma delle povere balene cacciate dai giapponesi che poi se le mangiano. Che orrore! Speriamo ora nell'indignazione generale.

Nelle ore caldissime della vicenda tutta mediatico-politica della nave Sea Watch, c’è stato un momento di puro albertosordismo, per chi si ricorda il geniale attore romano: la Sea Watch bloccata nella rada di Lampedusa con centinaia di telecamere ad inquadrarla; al suo fianco, un gommone con una quindicina di profughi intanto se ne andava verso riva, alla chetichella. Quando hanno capito che la differenza stava tutta in quelle telecamere puntate, hanno fatto finta di niente e, a chi chiedeva loro chi fossero (forse profughi?), rispondevano: no no, turisti, siamo andati al largo a farci il bagno…

Detta tra noi: ma a cosa serve un filobus a Verona? Boh, non si capisce. Chi è favorevole, ci spieghi le sue virtù. Chi non lo digerisce, ci racconti il perché. Ma sembra una di quelle cose che si devono fare perché… si devono fare. E perché si devono fare?

La rapida parabola dei 5 Stelle sembra uno spaccato di italianità ai massimi livelli. Partiti come novelli Robespierre – solo teste mozzate e rivoluzioni radicali – stanno finendo per assomigliare a quei dorotei di paese a cui andava bene tutto. Così un loro sottosegretario, il veronese Fantinati, l’altro giorno ha dichiarato che l’osteggiatissima Pedemontana veneta in fondo in fondo è la cosa giusta da fare (inversione a U in autostrada, pericolosissima!). E ieri, che le Olimpiadi invernali sono un grande successo di questo governo. Olimpiadi che i 5 Stelle hanno avversato in tutti i modi, tanto che Torino, da loro governata, si è dovuta sfilare e ora sono le Olimpiadi Milano-Cortina. Avanti così si dichiareranno estremamente favorevoli alla Tav, a qualsivoglia oleodotto, a condoni fiscali e ad amnistie penali. Flessibilità dorotea, diciamo, pur di governare un mese in più.

Per fortuna che i giornali non li legge quasi più nessuno e che le televisioni nei tiggì parlano solo di assassinii e caldo. Perché altrimenti la sopportazione degli italiani per i litigi e “comarate” dei due principini della politica italiana avrebbe ormai raggiunto il livello di guardia. Si tenga conto che il popolo italiano è rapidissimo nell’innalzare monumenti, e altrettanto rapido nel buttarli giù.

Se ci si vaccina, non si muore di tetano; se non ci si vaccina, si rischia di morire di tetano (o di altro morbo). Lo so che è una frase molto complessa, ma va scritta per farla capire ai no-vax.

Pare, ma proprio di sfuggita, che le formazioni politiche e para-politiche veronesi siano più preoccupate delle “posizioni di rappresentanza” da occupare, più che di cosa fare una volta sedutesi sulle “posizioni di rappresentanza”. Perché la città appare alquanto ferma, un po’ come una “posizione di rappresentanza” davanti ad una scrivania.