Caffè & brioche

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Come schierarsi sul caso-Rita Pavone? Che pensare della presenza di Rula Jebreal? Ma ha fatto bene o male Romina Power a lamentarsi del freddo di Potenza la notte del 31 dicembre, sul palco in maniche corte? E Celentano, che dice Celentano? Nulla da commentare sul fatto che Michele Cucuzza vada al Grande Fratello Vip? Che inizio d’anno difficile, non riesco a dormirci la notte… O è tutta una strategia di marca salviniana per convincere gli extracomunitari a tornarsene a nuoto da dove sono venuti, pur di non soccombere a simili quesiti?

È arrivata la Befana e tutte le feste se le è portate via. Ora, dalle feste passiamo direttamente alle guerre. Buon 2020.

Ognuno ha i suoi miti, noi abbiamo Ignazio La Russa, che qualche volta è addirittura meglio dell’imitazione che gli faceva Fiorello (Gnazzzio). C'era 'sto pisquano senatore del M5S che parlava a Palazzo Madama dell’emendamento che mirava ad allargare le maglie quanto alla vendita di cannabis in Italia (emendamento poi ritirato): in un momento in cui stava tirando il fiato, a La Russa è partito l’embolo e gli ha piazzato un sonoro “Drogatooooo!!!”, lasciandolo nuovamente senza fiato e con gli occhi strabuzzanti. Quel che si dice dialettica politica, sintesi che riassume l'analisi, un attimo prima dell’antidoping (a tutti e due).

Verona è tornata tra le prime dieci città più vivibili d’Italia, per la soddisfazione del sindaco Federico Sboarina: «Sono molto contento del lavoro della mia squadra, dei miei assessori che adesso non mi ricordo come si chiamano ma sono proprio bravissimi…».

Dai, adesso che in montagna ci sono fino a 4 metri di neve, che fiocca a fine autunno, che abbiamo attraversato il novembre più piovoso dai tempi di Geronimo, che i pinguini sono stati visti a Sanremo, per qualche giorno facciamo tregua sulla fine del mondo, sui cambiamenti climatici e sulle palme da dattero a Erbezzo. Poi si ricomincia.

“Viva l’Italia, l’Italia del 12 dicembre”. Che è stato, 50 anni fa, la notte della Repubblica nata dalle ceneri della guerra, la vera fine del boom economico e degli “anni Sessanta”. Il giorno in cui alcuni neo-fascisti – guidati da quei servizi segreti che gli italiani li dovevano difendere, non uccidere – misero una bomba in una banca per fare una strage, per seminare terrore, per spostare l’Italia verso la vicina Grecia dei Colonnelli. Non so se gli anni Settanta sarebbero stati così terribili come sono stati, senza quella bomba. Solo l’Italia piombò in una spirale di altre bombe, di terrorismi rossi e neri, di manifestazioni di piazza col morto incorporato, di rapimenti, assassinii, gambizzazioni… Se l’obiettivo di quel 12 dicembre era quello di farci passare i peggiori anni della nostra vita, ebbene quella bomba colpì il bersaglio in pieno. E se ci lamentiamo che i nostri ragazzi escono fuori con lo smartphone incorporato, ricordiamoci che i loro coetanei di allora uscivano fuori con la P38 e i manganelli. Coetanei che oggi hanno 70 anni e li incroci ai supermercati dove esaminano le etichette dei biscotti.

E a coloro che vi diranno che i miracoli non esistono, che sono cose anti-scientifiche, favolette di un tempo che fu, che di miracolati non se n’è mai vista l’ombra…, rispondete con sicurezza e calma: e allora Giuseppe Conte?

Per sei giorni si litiga, si discute, ci si divide, si intima, si minaccia, si avanzano i distinguo, ci si fa vedere decisi e/o esasperati, si sbuffa e ci si lamenta… Il settimo giorno tutto si appiana, le divergenze passano in seconda linea, la soluzione si trova e si punta dunque con più serenità alla fine del mese, all’agognato stipendio. 

Mio figlio si è lamentato, a posteriori: «Però a scuola non abbiamo neanche festeggiato al Black Friday…». È vero, è uno scandalo, si provveda per il prossimo anno.

Allora: c’è chi vuole abolire la prescrizione perché favorirebbe i furbetti del ricorso e dell’allungamento tempi processuali, fino appunto alla prescrizione che tutto cancella. E c’è chi dice: un processo non può durare all’infinito, è già un incubo di per sé, senza prescrizione uno può rimanere – in Italia – imputato a vita. Hanno entrambi ragione (di più i secondi, per me: non si colpisce tutti per colpire qualcuno), ma nessuno che dica: cambiamo questo modo di fare giustizia in Italia, sia nel civile che nel penale. È roba da quarto mondo, lo sanno tutti, nessuno fa mai niente. Ma come faranno gli altri “Paesi civili” a risolvere una banale questione di confini proprietari in meno di tre-quattro anni, e un processo per truffa entro i sette?