Caffè & brioche

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Si era appena entrati nell’epoca del surriscaldamento globale, che è arrivato un aprile da era glaciale. Non nevica più sulle nostre montagne? Ora ce n’è talmente tanta che gli impianti sciistici sono ancora aperti in alcune località. Cara, non ci sono più le mezze stagioni, né un pizzico di normalità.

Leggo che l’ultima puntata della saga degli Avengers, specie di super eroi dei fumetti ora approdata al cinema, ha battuto ogni record di incassi al suo debutto in sala. La gente del 2019 adora i super eroi che salvano la Terra o che comunque fanno qualcosa di straordinario, magari al posto nostro. E mi sovviene una bella mente come quella di Bertolt Brecht, che nella Vita di Galileo scrisse: felice il Paese che non ha bisogno di eroi. Il che ci fa pensare che oggi siamo sommersi dall’infelicità collettiva.

È stata la festa della Liberazione: invece mai visti tanti rigurgiti neo-fascisti (o vetero-fascisti) un po’ ovunque. E si fa sempre fatica a capire – tanto più a 74 anni di distanza – che fascino possa esercitare un’ideologia che ha devastato l’Italia e contribuito a devastare il mondo. O forse il fascino è proprio questo: il culto della violenza.

Sul sacro blog del Movimento 5 Stelle sta scritto che il sottosegretario leghista Siri (sotto indagine per un suo presunto coinvolgimento in affari con odor di mafia) ha “il dovere di dimostrare la propria innocenza” e comunque di dimettersi in quanto indagato. Non vorremmo ripetere per l’ennesima volta che un avviso di garanzia è appunto una garanzia nei confronti di chi è avvisato, e non una sentenza di colpevolezza precedente al giudizio sullo stesso. Ma che questi ignoranti proclamino che una persona ha il dovere di dimostrare la propria innocenza in quanto già colpevole poiché indagato, ribalta proprio il senso della giustizia così come la intendiamo da un bel po’ di tempo. Colpevole finché non dimostrerai la tua innocenza è veramente roba da medioevo. Devono essere rimasti lì, ma ci governano.

Mamma mia che angoscia ascoltare gli “esperti” che commentavano le orrende stragi in Sri Lanka… Uno parlava di Al Qaida bisognosa di un “rilancio” dopo un periodo di “appannamento”: questa sarebbe stata la “campagna pubblicitaria” per far rifulgere il marchio. Un altro disquisiva sul “successo” dell’operazione, “evidente” poiché la macelleria era stata abbondante e non un attentatucolo da quattro soldi e da quattro morti: una vera strage, di quelle che fanno parlare. Non so se sia stata Al Qaida o qualche fanatico islamico. Ma non c’è dubbio che il più grande nemico mondiale dell’islam sia sicuramente il terrorismo di questo tipo: i danni che reca a quella religione sono immensi, vien da pensare che quello sia il vero obiettivo. Ora l’intero mondo, quando sa che uno è islamico, si mette paura.

Abbiamo letto sulla stampa locale che Grosso sarebbe in bilico e la panchina dell’Hellas potrebbe andare a… Zdenek Zeman. Ma perché i gialloblù non vogliono proprio ritornare in Serie A? Zeman è la strategia per garantire il futuro derby con il Chievo? Vallo a sapere.

Matteo Renzi ha dichiarato che presenterà – anzi, l’ha già fatto – querela per diffamazione contro tutti coloro che gli hanno detto su. Ha preso l’elenco del telefono e… (Al di là della battuta, in certi casi ha fatto benissimo: a leggere determinate parole dette su di lui, si ha l'impressione che il mostro di Lochness si nascondesse in Toscana).

Ma non è che, a forza di gridare che ormai siamo alla fine, al disastro, che la Terra sta tirando gli ultimi, ci stiamo in realtà tirando la zappa sui piedi? A parte il fatto che questo catastrofismo è tipicamente e solo occidentale (la stragrande parte dell’umanità non capirebbe nemmeno di cosa stiamo parlando), se continuiamo a urlare che ormai è fatta e buonanotte al secchio, a lanciare disperati appelli, a sottolineare l'inevitabile, perché mai dovremmo impegnarci a migliorare le cose? Tanto… E così tutti si mettono l'anima in pace: chi non si sta accorgendo di nulla, chi crede che nulla succederà e chi si è già fasciato la testa, convinto ormai che a breve arriverà la mazzata.

Una certezza: finiranno prima i lavori di ricostruzione della cattedrale di Notre-Dame, a Parigi, dello smantellamento dei resti del ponte Morandi, a Genova. Se invece la scommessa fosse: Notre-Dame rispetto al rifacimento integrale del ponte Morandi, non ci sarebbe proprio gara.

Non ci entrano (più), le chiuderebbero, le trasformerebbero in pizzerie o in discoteche, al peggio le snobbano. Poi, quando una chiesa brucia, tutti si accorgono che è come se bruciasse un pezzo di se stessi. E fanno la corsa a permetterne la ricostruzione.