Caffè & brioche

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Un tempo gli ultimi ad andare in pensione erano i medici: a 70 anni attaccavano lo stetoscopio al chiodo, con riluttanza. In pochi anni, tutto è cambiato. La maggior parte di loro presenta domanda di pensionamento il primo minuto utile. La maggior parte di loro non ne può più e non vede l’ora di… staccare la spina. Lo sappia chi deve programmare la cosiddetta copertura territoriale della medicina di base, perché c’è il rischio che la gran parte della popolazione, di qui a poco, non avrà proprio un medico a cui rivolgersi: per un malanno, una ricetta, un certificato.

Se la primavera inizia ai primi di febbraio (e va a spiegare alle piante di non buttare fuori le gemme che metti mai che a marzo, agli animali di non uscire dal letargo, agli uccellini di non mettersi lì a fare i nidi…), se appunto tanto mi dà tanto, a maggio tutti in spiaggia che siamo ancora in bassissima stagione. A meno che gli albergatori…

Ieri, a Strasburgo, l’intero Parlamento europeo ha ascoltato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Anzi, lo ha messo sotto accusa. Tutti, dico tutti i rappresentanti politici lo hanno in pratica processato: burattino, inconcludente, disastroso in economia, straniante nella politica estera… Un massacro, Conte ne è uscito stravolto. In due ore ha ricevuto un applauso, uno solo da un singolo eurodeputato (italiano, dei 5 Stelle). Questa notizia non comparirà mai in alcun telegiornale Rai. Comunque non così.

È fantastico! Qual è il problema numero uno per gli italiani? L’economia che cala a rotta di collo? Il lavoro che manca? La povertà? La giustizia? La sanità? Le troppe tasse? La sicurezza? No: la giuria di Sanremo, che avrebbe premiato uno scappato di casa piuttosto che un altro. Mia figlia mi ha detto ieri che è colpa del Pd, lo ha letto su internet… Ci lamentiamo dei nostri governanti, ma questi sono noi. Che facciamo veramente paura.

Dai, con quella barba lì Franz Gambale aveva vinto prima ancora di cominciare… Sembra il prototipo del Papà del gnoco, anche se noi ci siamo sempre immaginati la maschera un po’ più anziana della sua (e nostra) età. Comunque ci siamo divertiti, e pure lui, e pure chi lo ha sfidato. Fossero così tutte le elzioni, e si concludessero tra gnocchi e acqua minerale… (Sì, l’hanno bevuta in pochissimi, ma c’era a San Zeno. O almeno così dicono).

La notizia è questa: il gruppo Veronesi ha deciso di dare un corposo premio di produttività ai suoi 8mila dipendenti in due modi, a scelta degli stessi: o un bonus in busta paga pagabile subito (e tassato tanto quanto), o l’adesione ad un welfare aziendale pieno di grazia: assistenza sanitaria e familiare, previdenza complementare, aiuti per i figli, voucher per le spese… Ma la vera notizia è un’altra: chi produce ricchezza, pensa che sia meglio redistribuirla a tutti coloro che concorrono a farlo. Se non per buon cuore, per interesse: così leghi i lavoratori alla propria azienda, così li gratifichi ma anche li sostieni. Non è solo una cosa buona: è intelligente.

Non per sminuire né il problema né l’allarme, ma la statistica secondo la quale uno studente su 5 ammette di consumare stupefacenti, e uno su due li vede girare a scuola, è più stupefacente della droga stessa. Significherebbe: decine di migliaia di liceali dediti a canne o peggio, e droga nei cortili delle scuole come nemmeno a Bangkok. Facciamo la tara… Detto questo, ben vengano test antidroga, cani fiutatori, pure punizioni corporali per chi spaccia: gente che non incontra la nostra simpatia personale.

Siamo dei convinti estimatori delle gesta del ministro Danilo Toninelli e ce lo gustiamo tutto, consapevoli che uno così non lo rivedremo mai più in simili posizioni (mai più? E Trump che passa dai programmi televisivi che nemmeno Rete 4 alla presidenza della principale potenza mondiale?). E siamo consapevoli che tutta la sua verve comica verrà rivalutata solo tra anni, com’è successo a tanti talenti della risata: Totò, Franco e Ciccio, Lino Banfi... Adesso ogni sua sciocchezza – ne dice due alla settimana, puntuale come un treno svizzero – viene schernita, vituperata, irrisa. Un giorno, a risentirle, faranno sbellicare dalle risate. Ti ricordi quando l’Italia è stata governata dal circo Medrano? E Toninelli? Era il migliore.

Non giudicare, non giudicare, non giudicare, non giudicare… Me lo ripeto come un mantra da anni, l’età mi ha regalato la consapevolezza che il mio ruolo non è quello di giudice di alcuno. Perché lo diceva già qualcuno più acuto di me, quando rammentava di prime pietre scagliate e di travi negli occhi. Aveva e ha ragione. Ma quando leggo di quel bambino di otto anni abbandonato in strada dal solito padre inesistente e da una madre che non voleva “accollarsi il fardello”, ecco che non capisco più niente.

Chi saranno i candidati veronesi alle prossime elezioni europee? L'argomento fatica ad appassionare, non perché le elezioni di maggio siano poco importanti (anzi, mai come questa volta votare sarà importante in un'Europa sempre più lacerata), quanto perché la proposta partitica è sempre inadeguata alla bisogna. Se in Europa dovrebbe andarci il meglio del meglio, qualcuno di voi ricorda un eletto veronese nelle ultime legislature? Un eletto anche non veronese?