Condiscepoli di Agostino

stampa
Zenti mons. Giuseppe

Già abbiamo precisato il fatto che l’indulgenza riguarda anzitutto il senso della gratuità dell’amore di Dio che, mediante il ministero della Chiesa, concede il perdono sacramentale dei peccati di quanti vi accedono con fede disponibile alla conversione. Ma abbiamo già fatto notare anche che ogni peccato lascia in eredità una ulteriore fragilità nell’anima di chi l’ha commesso.

Già abbiamo chiarito il fatto che l’indulgenza corrisponde in buona sostanza a Misericordia. Si tratta in definitiva dell’intervento gratuito di Dio per salvare l’uomo dal sistema e dal potere del peccato che ha come cervello strategico satana. Il suo primo intervento, il più radicale riguarda il Battesimo.

È vero che il perdono dei peccati avviene nell’anima dei battezzati pentiti, cioè disponibili alla conversione, in un clima di fede che sa cogliere l’assoluta gratuità dell’amore misericordioso. E Dio perdona realmente. Tuttavia, è un dato antropologicamente testato, confermato dalla nostra personale esperienza, che ogni peccato ci rende più fragili. Rende più fragile la nostra volontà di resistenza di fronte alla tentazione. Quando si ripresenta la situazione-tentazione, ci si ritrova più cedevoli, meno predisposti a resistere. Nonostante tutte le promesse, anche molto sincere.

Ogni Anno Santo è caratterizzato fondamentalmente dalle indulgenze. Cogliamo l’occasione per una parola di chiarimento che aiuti a superare equivoci macroscopici che nella storia della Chiesa, soprattutto da cinque secoli a questa parte, hanno ingenerato non poca confusione e motivi di critica.

Come già abbiamo precisato, ribadiamo ora il fatto che la Chiesa, soprattutto attraverso la liturgia, si rivolge all’uomo mediante segni. Alcuni di natura sacramentale, nel senso che di fatto contengono ciò che significano (è il caso del pane e vino consacrati che contengono Gesù Eucaristia, Mistero Pasquale); altri sono di natura simbolica (sono una sorta di segnaletica direzionale, che rimanda ad altro)...

Con l’inizio del Giubileo straordinario della Misericordia, concludiamo la serie di interventi del vescovo Giuseppe sui temi dell’enciclica Laudato si’; da questo numero inizia la nuova rubrica Sui passi della Misericordia che ci accompagnerà durante tutto l’Anno Santo.

Nella sua enciclica Laudato si’ papa Francesco si mostra preoccupato dell’ecologia dell’habitat umano, cioè della casa dell’uomo, dell’ambiente in cui vive, motivandone la preoccupazione per il fatto che “gli ambienti in cui viviamo influiscono sul nostro modo di vedere la vita, di sentire e di agire” (147), specialmente se disordinati, caotici e saturi di inquinamento (cf ivi)...

Il capitolo quarto dell’enciclica Laudato si’ è dedicato all’analisi degli elementi che assicurano una ecologia integrale. Il punto di partenza delle osservazioni è dato dalla constatazione che “tutto è intimamente relazionato” (137). Nulla risulta indipendente, nemmeno il tempo e lo spazio, gli atomi e le particelle subatomiche, i componenti fisici, chimici e biologici della terra, le specie dei viventi, gli organismi viventi e l’ambiente (cf 138), nella relazione tra natura e società che la abita. Esiste insomma una interazione dei sistemi naturali tra di loro e con i sistemi sociali...

Come già san Giovanni Paolo II aveva scritto nell’enciclica Laborem exercens, l’uomo è stato posto nell’Eden per custodire e per coltivare la terra. A tale riguardo, con molta perspicacia l’enciclica Laudato si’ precisa: “L’intervento umano che favorisce il prudente sviluppo del creato è il modo più adeguato di prendersene cura, perché implica il porsi come strumento di Dio per aiutare a far emergere le potenzialità che Egli stesso ha inscritto nelle cose” (124). Di fatto, qual è il senso e la finalità dell’attività umana?

La terza area di riflessione affidata al Simposio dei Laici del 17 ottobre riguardava l’umanesimo cristiano. L’argomento è stato trattato da due gruppi, coordinati da Umberto Fasol e da Massimo Zuppini.
Si è cercato anzitutto di evidenziare ciò che specifica l’umanesimo cristiano, al punto da non poter essere equivocato con nessun altro umanesimo, tanto meno assimilato...