La città di Dio

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Zenti mons. Giuseppe

Con l’acutezza della sua intelligenza, Agostino ha attinto sempre per ogni questione non solo ispirazione ma anche contenuti sui quali ha riflettuto genialmente dalla Sacra Scrittura.

Dopo aver scrutato il libro decimo delle Confessioni, imperniato sostanzialmente sulle potenzialità della memoria umana, penetriamo nei segreti del libro undicesimo, imperniato sulla trattazione del tema della creazione, dell’eternità e del tempo. Un libro affascinante, stimolo alla riflessione, aiutati dalla mente speculativa del genio di Agostino.

Grazie alla sua memoria poderosa, Agostino ha potuto rivedere l’azione di Dio in lui lungo il percorso della sua vita travagliata. Riconosce che Dio gli ha svelato la via del bene e del male. E gli ha fatto capire che nessuna creatura da cui egli stesso era stato ammaliato, fino ad idolatrarla, poteva identificarsi con l’assoluto di Dio.

Tra le varie tentazioni che aggrediscono l’uomo e da cui lo stesso sant’Agostino non è stato immune, per ragioni anche plausibili, è quella di lasciarsi coinvolgere nelle cose banali e futili, fino al punto da provarne gusto, anche se inizialmente controvoglia...

Per introdurre il discorso sulla presa che anche in Agostino hanno avuto alcune tentazioni, egli stesso chiede a Dio il dono di poter agire in piena conformità alla sua volontà al fine di vincerne le suggestioni: “Dammi ciò che comandi e comanda ciò che vuoi”, frase che faceva andare in bestia Pelagio, il quale riteneva che l’uomo avesse in se stesso le risorse sufficienti per vincere il male...

A conclusione delle sue riflessioni sulla facoltà della memoria, Agostino esprime tutta la sua ammirazione e il suo stupore per un dono di Dio al superlativo, radicato nell’io ineffabile della persona umana, mistero insondabile che rimanda al Mistero: “Grande è la forza della memoria, non so che cos’abbia di mirabile, Dio mio! La sua complessità è profonda e infinita. E questo è l’animo, questo sono io in persona. Che cosa sono pertanto, Dio mio? Che natura sono? Una vita varia, multiforme ed estremamente senza confini”.

Dopo aver evidenziato la sua capacità di intercettare la presenza di Dio creatore nelle sue opere, Agostino viene affascinato da un’altra facoltà dell’uomo, data spesso per scontata: la memoria. Agostino vi dedica pagine memorabili. La definisce come un immenso campo e un vasto palazzo...

Agostino ha intessuto il suo dialogo orante con Dio non solo nei primi nove libri delle Confessioni, ma lo ha continuato anche nei quattro successivi, nei quali tratta di argomenti di natura filosofica, come la creazione, la memoria e il tempo...

Muore Monica a soli cinquantacinque anni, tutta assorbita nel pensiero della vita eterna: “A noi che le chiedevamo se non temesse di lasciare il suo corpo così lontano dalla sua città, disse: «Niente è lontano da Dio e non c’è da temere che Lui non conosca alla fine del mondo donde risuscitarmi». Pertanto, il nono giorno della sua malattia, nel cinquantaseiesimo anno della sua età, nel trentatreesimo della mia età, quell’anima religiosa e pia, fu sciolta dal corpo”.

Ignaro di quanto sarebbe accaduto a sua madre, ancor prima di partire alla volta dell’Africa da Roma, Agostino narra le sue confidenze spirituali, che riguardavano soprattutto la vita oltre la morte, con la madre...