Condiscepoli di Agostino

stampa
Zenti mons. Giuseppe

A mano a mano che ci inoltriamo nella conoscenza dell’opera immensa di Agostino sulla città di Dio, riscontriamo delle segnalazioni interessanti di carattere pedagogico. Ne è esempio il seguente testo, sempre del libro primo che confronta il vivere caratteristico della città di Dio con quella terrena...

Nei primi cinque libri della Città di Dio Agostino pone a confronto le due città, quella terrena idolatra e quella celeste. Nei testi seguenti mette in luce come Dio guarda ai componenti delle due città e in che cosa sono differenti...

Nell’introduzione e nella prefazione a La Città di Dio Agostino aveva già precisato l’intento della sua grandiosa opera: quello di confutare l’accusa dei pagani nei confronti dei cristiani ritenuti colpevoli della distruzione di Roma per opera del barbaro Alarico...

Agostino stesso ha scritto la premessa e la prefazione alla sua opera colossale denominata Città di Dio. Presento la premessa in ulteriore sintesi rispetto all’originale e in terza persona, là dove Agostino scrive alla prima persona, ovviamente...

Ormai giunto alla fine della sua vita, Agostino sente il bisogno di rivedere tutte le sue opere. E lo fa nelle Ritrattazioni. A proposito della Città di Dio, così si esprime: “Ho stabilito di scrivere i libri sulla Città di Dio (De civitate Dei) contro gli insulti dei pagani perché sono errori...

Consideriamo l’impianto generale della Città di Dio (De Civitate Dei), lasciandoci guidare da Agostino stesso, come esegeta e come ermeneuta, attraverso i suoi scritti...

Conoscere il pensiero di sant’Agostino su questioni che hanno attinenza anche con l’attualità del vivere umano non può che fare del bene. Per conoscerlo al meglio occorrerebbe tuttavia entrare in tutto il patrimonio letterario che ci ha lasciato. Probabilmente è il patrimonio più vasto e significativo di tutta l’antichità e non solo cristiana, ma anche pagana, che la storia abbia conservato...

Arrivando ormai alla conclusione dell’esortazione apostolica, papa Francesco esorta chiunque ha compiti educativi – sacerdoti, religiosi, religiose, laici, professionisti e anche giovani qualificati – ad “accompagnare i giovani nel loro discernimento vocazionale” (CV 291). A tale riguardo il Papa segnala tre “sensibilità”, da avere come attenzioni speciali proprio nell’azione del discernimento: “La prima sensibilità o attenzione è alla persona” (CV 292)...

Nell’Esortazione apostolica sui giovani papa Francesco si premura di dare delle segnaletiche concrete. Anche sotto il profilo vocazionale. Invita i giovani a fare un adeguato discernimento della propria identità per capire meglio la propria missione vocazionale nella Chiesa e nel mondo...

Se vocazione significa discernimento sullo stato di vita confacente ad ognuno, non c’è dubbio che interrogarsi sulla possibilità di una vocazione ad una vita di speciale consacrazione, nel ministero presbiterale o nella vita religiosa, è un atto di fedeltà a Dio (Cfr CV 274)...