Il Calciastorie

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di Lorenzo Galliani

Lorenzo Galliani 1

Storie legate al mondo del calcio che non trovano spazio sui quotidiani sportivi. Con uno sguardo un po' ironico e divertito Lorenzo Galliani rende giustizia ad un mondo vastissimo che sul palcoscenico dei campi senza manto erboso e senza tribune, spesso batte ai punti i "templi" dello sport dove si esibiscono le "primedonne" del pallone miliardario.

Vi avverto: questo articolo è proprio brutto. È brutto perché non ho tempo e trovare un argomento diverso ogni settimana non è facile. È brutto anche perché è un periodo impegnativo, il computer ogni tanto si impalla e la sfortuna si accanisce sempre contro di me. E poi è brutto anche per colpa di Alberto: il responsabile della pagina, in fin dei conti, è lui, mica io, che ho anche tante altre cose da fare, non solo il “Calciastorie”!

Puoi chiamarle “furie rosse”, ma in Inghilterra diventano agnellini. La nazionale spagnola si presenta a Wembley per l’ennesima volta, il 25 marzo del 1981, con un passato pieno di sconfitte e l’intenzione di sfatare il tabù. Manca Enrique Castro González, conosciuto come “Quini”, terribile attaccante del Barcellona...

Non ti chiami Buffon o Donnarumma, e per i tuoi tifosi non sei un portiere, ma “il” portiere. Anche se giochi nella serie B tedesca e sei arrivato da poco più di un anno...

Da una parte la Roma, che non ha bisogno di presentazioni. Dall’altra lo Spezia, nono in Serie B e con già un cambio di allenatore alle spalle: l’annata non è delle migliori e non è che ci si aspetti una svolta dalla partita di Coppa Italia contro i giallorossi...

Si chiama calcio, si danno i calci. Al pallone, ma non solo. Un bambino che torna a casa dal campetto e non ha neppure mezzo ginocchio sbucciato non è credibile. Non c’è alcun tipo di esenzione: l’attaccante viene stoppato, lo stopper attaccato, i centrocampisti prima o poi una scivolata sulle caviglie la prendono...

Forte come lui, ai tempi, c’erano solo Giuseppe Meazza e pochi altri. Matthias Sindelar lo chiamavano “il Mozart del pallone” e non solo perché era austriaco. Non era bastato un infortunio al ginocchio a inizio carriera – curato con la chirurgia approssimativa dell’epoca – per fermarlo...

«Ahò, ma stai ancora qua?». A dirlo è Francesco Totti, ma senza rabbia. La partita è una di quelle importanti – Real Madrid-Roma – e se sul campo ci sono i campioni, la tribuna vip è da capogiro. Un nome su tutti: Nicholas Cage.

«Questo è uno dei giorni più felici della mia vita. Sono di nuovo a casa». Gli eroi, spesso e volentieri, partono per tornare a casa, ma da re. Carlos Tevez si sente un re quando nel 2015 rimette piede nella Bombonera, lo stadio del Boca Juniors, da calciatore del club argentino...