Esortazione Christus vivit

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Zenti mons. Giuseppe

Già nei paragrafi 72 e 73 papa Francesco ha segnalato alcuni gravi pericoli mortali che incombono sui giovani di oggi, a livello mondiale...

Nell’Esortazione apostolica Christus vivit papa Francesco mostra tutto il suo amore entusiastico per i giovani. E per questo non esita anche a metterli in guardia dai pericoli che minacciano il senso stesso del loro vivere in pienezza la loro stagione di giovani.

Siamo facilmente indotti a pensare che la santità sia appannaggio di persone stagionate e, tra di esse, di religiosi e religiose. In realtà, precisa papa Francesco, vi sono eccezionali figure di santi giovani e persino tra i laici: “Il cuore della Chiesa è pieno anche di giovani santi, che hanno dato la loro vita per Cristo, molti di loro fino al martirio… il loro esempio mostra di che cosa siano capaci i giovani quando si aprono all’incontro con Cristo” (CV 49)...

Se è vero che “essere giovani, più che un’età, è uno stato del cuore”, precisa papa Francesco nell’Esortazione Christus vivit, nonostante i suoi travagli storici, la Chiesa “è la vera giovinezza del mondo”, in quanto “in essa è sempre possibile incontrare Cristo ‘il compagno e l’amico dei giovani’” (CV 34)...

“Cristo vive. Egli è la nostra speranza e la più bella giovinezza di questo mondo. Tutto ciò che Lui tocca diventa giovane, si riempie di vita. Perciò, le prime parole che voglio rivolgere a ciascun giovane cristiano sono: Lui vive e ti vuole vivo”. Questo è l’avvio dell’Esortazione apostolica del dopo Sinodo sui giovani di papa Francesco, Christus vivit [la citeremo con la sigla CV].

Il 25 marzo del presente anno, papa Francesco firmava nella Santa Casa di Loreto l’Esortazione post sinodale Christus vivit, sui giovani. Il testo dell’Esortazione era stato preceduto da uno strumento di lavoro, a cui ha fatto seguito il documento conclusivo del Sinodo. Sull’insieme dell’esperienza sinodale papa Francesco ha costruito l’Esortazione...

Non sfugge a nessuno il fatto che Agostino volga al termine delle Confessioni con una proclamazione di fede in Dio uno e trino, alla cui immagine è creato l’uomo: “Perciò non dici: «Sia fatto l’uomo», bensì «facciamo l’uomo» e non hai neppure detto «secondo il suo genere», bensì «a nostra immagine e somiglianza». L’uomo infatti rinnovato nella sua mente, contempla e comprende la tua Verità... E a Lui, ormai capace di vedere, insegni la Trinità dell’Unità e l’Unità della Trinità”.

Luca 24,46-53

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni.
Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto». Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo. Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio.

Dopo aver indugiato sull’uomo creato ad immagine e somiglianza di Dio, quale è svelato dalla Sacra Scrittura, Agostino precisa che la Sacra Scrittura attraverso i predicatori è luce per il pellegrinaggio terreno fino alla fine del mondo: “Passano le nubi, ma il cielo rimane. Passano i predicatori della tua parola da questa all’altra vita, ma la tua Scrittura rimane sopra i popoli fino alla fine del mondo”.

Dopo aver precisato che la creazione informe, cioè la massa informe primordiale, era destinata alla creazione armoniosa caratteristica del cosmo, Agostino fissa l’attenzione sull’armonia dell’essere uomo. E l’armonia la riscontra nel suo essere immagine e somiglianza di Dio nella sua triplice dimensione di essere, conoscere e volere, che ogni persona riscontra in se stessa quando si predispone a riflettere: “Chi mai può comprendere la Trinità onnipotente?