Il Fatto di Bruno Fasani

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L'approfondimento settimanale di Monsignor Bruno Fasani

Fasani mons. Bruno

Oggi le chiamano fake news, ossia notizie false. Cosa si nasconda sotto il cappello che portano in testa è tutto da indagare. Tanto più che dietro a quel generico false si cela proprio di tutto. False dichiarazioni scientifiche, notizie per sentito dire, giornalisti che sostengono tesi funzionali ai partiti per i quali sono a libro paga, burle da quattro soldi, dichiarazioni di uomini politici, preoccupati di salvare la poltrona più che la faccia e, non ultimo, la mitragliata di balle che ogni giorno su Facebook mette in circolazione il peggio della creatività malata di tanti suoi frequentatori...

Basta scorrere la cronaca riguardante lo stop alla celebrazione dei sacramenti per accorgersi come le forze partitiche stiano incanalando strumentalmente lo scontento di una parte del mondo cattolico. Ma quanto realmente sta a cuore a certa narrazione giornalistica la fede dei cristiani delusi e quanta ingenuità c’è, da parte di questi, nel lasciarsi strumentalizzare?

Per chi la guerra, e si tratta della maggioranza degli italiani, per sua fortuna non l’ha vissuta, il flagello del Coronavirus ce ne sta regalando uno scampolo mica da ridere. Anche se è l’economia a tener banco sul piatto dei lamenti, insieme con la paura d’essere contagiati e morire, è tutto il sistema delle relazioni umane ad essere entrato in fibrillazione...

Che non sia stato uno stinco di santo è risaputo. Sappiamo però che sul letto di morte volle ricevere i sacramenti, per morire da cattolico come aveva tanto desiderato in vita, trovando peraltro sempre l’opposizione del fratello che minacciava di togliergli la casa e buttarlo sul lastrico, se solo avesse pensato di abbandonare la religione anglicana. Oscar Wilde morì solo e povero a Parigi, il 30 novembre del 1900 a soli 46 anni, dopo una vita tormentata, intrecciata di genio e dissoluzione...

Succede talvolta che uno viene ricoverato in ospedale per un’urgenza. Tutto si concentra sulla patologia per cui è stato richiesto il ricovero. Poi, una volta fatta l’anamnesi con cui si cerca di capire la storia dietro ai fatti, si procede con l’analisi strumentale. E qui, tante volte, comincia il bello, anzi il brutto. Perché i malanni sono come le ciliegie: uno tira l’altro...

In questa settimana, che non è meno santa per l’assenza di riti comunitari, i cristiani più attenti avranno avuto modo di leggere in filigrana i tanti messaggi che ci vengono da questo obbligato silenzio liturgico. A cominciare dal bisogno di esprimere la fede nei gesti...

Da più parti e con le migliori intenzioni sentiamo e leggiamo commenti su questi giorni, ispirati all’ottimismo e alla speranza. E ci sta, ci mancherebbe. Però sappiamo anche che certe affermazioni, grondanti positività, sono spesso gusci vuoti, riempiti al massimo di retorica e banalità...

Su Whatsapp mi arriva una delle tante vignette che circolano in questi giorni. Mostra una gabbia stipata di persone con la mascherina sulla bocca. Fuori, animali in libertà. E una scritta in inglese: the revenge of nature, la vendetta della natura.

Leggo, vedo e ascolto con avidità tutto ciò che riguarda la cronaca aggiornata dell’apocalisse in cui siamo immersi. In contemporanea apprendo che nello Yemen è in corso una epidemia di peste, che sta falcidiando quella povera gente...