Il Fatto di Bruno Fasani

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L'approfondimento settimanale di Monsignor Bruno Fasani

Fasani mons. Bruno

Nei giorni che precedono il Natale, si impone come spazio teologico e simbolico il deserto. Ce ne parla Isaia, profetizzando il ritorno di Israele dalla schiavitù, attraverso le lande desolate che occorre attraversare per giungere nella terra della libertà

Mi ha molto colpito un’affermazione letta qualche tempo fa di cui non ricordo l’autore. Diceva: “In passato essere poveri era non possedere, non avere. In futuro sarà invece non appartenere. Per soccorrere il debole bisognerà, di conseguenza, collegarlo a delle reti”. Oggi le reti le abbiamo messe in piedi, ma troppa gente non appartiene ad alcuno...

Due scene mi prendono il cuore in questi giorni attraversati dalla fatica e dalla paura. La prima mi porta dentro le acque infide del Mediterraneo. Le informazioni, che peccano di difetto, ci dicono che quest’anno almeno 900 persone sono morte annegate nel tentativo di raggiungere le coste italiane...

Siamo a Roma. Giardino Mario Moderni, quartiere Aurelio, a due passi da San Pietro. Nel parco giochi, dove i bambini vanno a trascorrere i loro momenti liberi, da giorni ha fatto la sua comparsa una scrofa di cinghiale con sei piccoli al seguito...

Forse ci vorrebbe un redivivo Totò per riscrivere La Livella in chiave 2020. Se nel 1964, data di pubblicazione della poesia, era la morte a pareggiare i conti tra marchesi e netturbini, di questi tempi è il Covid-19 a farci restare con i piedi per terra, impedendo orgogliose baldanze di superiorità...

La prima cosa che guardo quando incontro una persona è la bocca. Con un po’ di intuito e un po’ di esperienza capisci subito molte cose. Capisci se è disponibile a comunicare. Soprattutto ne intuisci lo stato d’animo. L’unica accortezza da tenere presente è non fidarsi di sorrisi troppo esibiti, che quasi sempre, più della felicità, esprimono la forzatura dentale dell’ipocrisia...