Il Fatto di Bruno Fasani

stampa

L'approfondimento settimanale di Monsignor Bruno Fasani

Fasani mons. Bruno

Siamo a Roma. Giardino Mario Moderni, quartiere Aurelio, a due passi da San Pietro. Nel parco giochi, dove i bambini vanno a trascorrere i loro momenti liberi, da giorni ha fatto la sua comparsa una scrofa di cinghiale con sei piccoli al seguito...

Forse ci vorrebbe un redivivo Totò per riscrivere La Livella in chiave 2020. Se nel 1964, data di pubblicazione della poesia, era la morte a pareggiare i conti tra marchesi e netturbini, di questi tempi è il Covid-19 a farci restare con i piedi per terra, impedendo orgogliose baldanze di superiorità...

La prima cosa che guardo quando incontro una persona è la bocca. Con un po’ di intuito e un po’ di esperienza capisci subito molte cose. Capisci se è disponibile a comunicare. Soprattutto ne intuisci lo stato d’animo. L’unica accortezza da tenere presente è non fidarsi di sorrisi troppo esibiti, che quasi sempre, più della felicità, esprimono la forzatura dentale dell’ipocrisia...

La storia va in scena al liceo Socrate, alla Garbatella, in quel di Roma. È il primo giorno di scuola. I banchi annunciati dal ministro sono ancora immagazzinati nelle stanze delle sue promesse, cosicché ragazzi e ragazze se ne stanno appollaiati sulle sedie, senza nulla davanti. Ogni tanto ci scappa qualche mossa di accavallamento delle gambe, in quel gesto prevalentemente femminile, compromesso tra voglia di sgranchimento e tentativo di modificare la postura a lungo obbligata nella stessa posizione...

Ora Willy riposa finalmente in pace, quella pace che gli uomini non gli hanno garantito in questo mondo. Avvolto dalla commozione dell’Italia intera, dai pensieri riflessivi della coscienza collettiva, dall’amore silenzioso e composto dei suoi cari. I quali, da umili veri quali sono, non hanno scelto la piazza per dire il loro dolore o eventuali rivendicazioni...

È noto che i temporali più pericolosi sono quelli che si manifestano dentro la testa. Mentre Verona era piegata sotto i tornado di questo fine agosto, un giornalista, inviato di un importante quotidiano nazionale, pubblicava sui social questo messaggio...

Ci sono sogni che si ripetono e risvegliano altri sogni. Era il 1985 quando il piccolo Verona si mostrò all’Italia come il gigante del calcio. Allora ero giovane e scanzonato. E fu un sogno senza risveglio che andava a gratificare quel po’ di sportivo che mi portavo dentro...