Spiato in tv
stampa

Le mille sfaccettature di Travaglia nell’ottima interpretazione di Leo

Spesso fortunate serie televisive hanno alle spalle autori sconosciuti ma veramente fecondi e capaci di conquistare l’interesse del pubblico. È il caso de Il clandestino, ultima fiction targata Rai 1 che ha come sceneggiatori Renato Sannio e Ugo Ripamonti, gli stessi che hanno firmato il successo di Tutto può succedere e Imma Tataranni.

Le mille sfaccettature di Travaglia nell’ottima interpretazione di Leo

Spesso fortunate serie televisive hanno alle spalle autori sconosciuti ma veramente fecondi e capaci di conquistare l’interesse del pubblico. È il caso de Il clandestino, ultima fiction targata Rai 1 che ha come sceneggiatori Renato Sannio e Ugo Ripamonti, gli stessi che hanno firmato il successo di Tutto può succedere e Imma Tataranni. Dopo aver ambientato le loro storie prima a Roma e poi a Matera, hanno trasferito il set in una metropoli industriale come Milano. Lì è arrivato Luca Travaglia, ex ispettore capo dell’antiterrorismo, che dopo un attentato in cui è morta la sua compagna, ha deciso di cambiare completamente la propria vita. Questa repentina scelta lo ha portato quasi a toccare il fondo e a nascondersi dentro una città che lo spinge ad accettare impegni saltuari ed effimeri, lui abituato a dirigere invece uomini di grandi esperienza e capacità. Sarà proprio dall’incontro con un meccanico di origine straniera che partirà il suo riscatto personale e sociale non tornando a ricoprire incarichi di prestigio quanto, piuttosto, mettendo le sue doti professionali a servizio di tante situazioni di marginalità presenti nel capoluogo lombardo. In un contesto del genere lui che ha vissuto sulla propria pelle un notevole salto di posizione pubblica riuscirà meglio a comprendere che cosa si agita sia nel cuore dei potenti che è chiamato a proteggere per guadagnarsi da vivere, sia in quello degli “scartati” della città ai quali offre la sua opera gratuitamente.
A prestare il volto a un uomo dalle mille sfaccettature è Edoardo Leo, noto al pubblico con i suoi esordi nella seguitissima serie Un medico in famiglia e che trova qui la giusta maniera per mostrare le sue spiccate capacità artistiche e così trovare definitivamente la sua consacrazione come protagonista di una fiction di successo. La sua interpretazione appare credibile, abile nel trasmettere pensieri ed emozioni di un personaggio così complesso che dopo essersi perso è alla ricerca di un proprio equilibrio personale da reinventare. Buone comprimarie sono Alice Arcuri, già vista in Doc - Nelle tue mani, e Isabella Mottinelli, volto dell’ultima serie di Che Dio ci aiuti, unitamente a Mattia Mele, già nel cast di La strada di casa. Il pubblico ha accolto bene ma senza entusiasmi questo racconto un po’ più impegnato rispetto a quanto si vede nella prima serata della rete ammiraglia della Rai, dove non manca mai un pizzico di commedia o spensieratezza. Anche un insolito clandestino, dunque, può trovare, alla luce delle telecamere, regolare posto nel cuore dei telespettatori.

Credito foto: Chiara Calabrò

Tutti i diritti riservati
Le mille sfaccettature di Travaglia nell’ottima interpretazione di Leo
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Log in o crea un account per votare questa pagina.

Non sei abilitato all'invio del commento.

Effettua il Login per poter inviare un commento