Spiato in tv
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Inedito trio per un’operazione nostalgia

Nei pomeriggi d’estate, appena dopo pranzo, a far compagnia ai telespettatori di Rai 1 con Io e te sono tornati sui teleschermi Pierluigi Diaco (nella foto), Valeria Graci e Sandra Milo.

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Inedito trio per un’operazione nostalgia

Nei pomeriggi d’estate, appena dopo pranzo, a far compagnia ai telespettatori di Rai 1 con Io e te sono tornati sui teleschermi Pierluigi Diaco (nella foto), Valeria Graci e Sandra Milo. Un terzetto di sicuro inedito che mette insieme il giornalista, una comica emergente che sta cercando di sfondare in televisione, e il più improbabile dei ritorni, dopo lunghi anni di assenza dei teleschermi, di quella che in trasmissione è chiamata la regina dei sentimenti. Finora questo gruppo eterogeneo ha dato evidenti segnali che deve ancora ben amalgamarsi. Alla Milo è stato riservato l’angolo della posta del cuore, un vero emporio di futilità e stupidaggini, sentendo il quale si fa fatica a trattenersi dalle risate, vista l’assoluta inconsistenza di quesiti che sembrano demenziali. Più che la corrispondenza degli innamorati, sembra la rubrica dedicata alle barzellette. In tema di consigli d’amore, sono molto meglio le frasi che si trovano come incartamento di famosi cioccolatini, che non le risposte della nota attrice. Accanto a lei, l’altra conduttrice piena di brio, d’incanto pare scomparire e finora il suo compito è stato poco più quello di una valletta, non riuscendo a trovare il suo spazio. Diaco, infatti, vuole avere la priorità su tutto, e anche quando concede diritto di parola a Milo e Graci, la telecamera lo inquadra comunque, per poter scorgere sul suo volto varie smorfie di assenso o dissenso rispetto a quanto viene detto. Il conduttore romano ha finalmente abbandonato l’accento polemico di quando era opinionista a Domenica In. Ora è diventato più conciliante, ma sempre onnipresente; più cerimonioso, ma sempre convinto che l’unica ragione sia la sua.
Nella scelta degli ospiti si alternano personaggi famosi a gente comune, chiamata in televisione a presentare la propria storia. Il clima della trasmissione è inesorabilmente quello del racconto della memoria collettiva di un popolo. I verbi sono tutti coniugati al passato, lo sguardo è sempre rivolto all’indietro o, al massimo, al presente.  Questo modo di proporre il talk-show è principalmente indirizzato a un pubblico anziano, che vive di ricordi e rimpianti. Fatalmente, allora, ogni intervista è un po’ un’autocelebrazione per aver vissuto un passato glorioso, che ahimè, non tornerà più. Più che Io e te il programma potrebbe intitolarsi Come eravamo.

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