L'editoriale del Vescovo
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Un Natale cristiano per un futuro di speranza

La speranza è la virtù che fa da traino al vivere umano. Oggi è in crisi nera. Il colpo mortale gliel’ha inferto la pandemia ad estensione mondiale. Le notizie del vaccino ormai disponibile le fanno rialzare la testa

Parole chiave: Editoriale (290), Natale (32), Speranza (3), Mons. Giuseppe Zenti (263), Vescovo di Verona (230)
Un Natale cristiano per un futuro di speranza

La speranza è la virtù che fa da traino al vivere umano. Oggi è in crisi nera. Il colpo mortale gliel’ha inferto la pandemia ad estensione mondiale. Le notizie del vaccino ormai disponibile le fanno rialzare la testa. In ogni caso, metterà magari al sicuro la salute, almeno per qualche tempo. Ma il groviglio delle ulteriori problematiche rimangono senza bandolo di soluzione. Saremmo tentati di sfiducia e di rassegnazione. C’è chi si attende la soluzione dall’onnipotenza della scienza, che, invece, ha rivelato le sue fatiche anche solamente di fronte al Covid-19. La stessa economia del consumismo è in apnea.
In realtà, proprio a noi Cristiani è stata messa in mano la chiave che apre le porte di una società mondiale civile. Aperta ad un futuro di speranza. Queste le principali ragioni, che hanno il fondamento nel mistero dell’Incarnazione del Figlio di Dio.
Con la sua nascita nel tempo, Gesù di fatto dimora in tutti gli oltre sette miliardi di persone oggi sulla terra. Grazie alla sua incarnazione nel cuore di ogni persona, tutti gli uomini sono tra loro fratelli. In Gesù appunto. E come Lui condivide la situazione di ognuno di noi, anche chi crede in Lui si impegna ad abitare il vivere delle persone, chiunque esse siano, facendosi carico e prendendosi cura delle loro povertà, animato da uno slancio di empatia, secondo il principio enunciato dalla sua ultima Enciclica, Fratelli tutti, da papa Francesco.
Proprio la coscienza della fraternità universale, che ha il suo fondamento nel mistero dell’Incarnazione di Cristo, stabilisce tra gli uomini, tra i popoli, tra i capi di stato rapporti di pace fondati sulla giustizia universale, grazie alla quale ognuno può godere di tutti i diritti di cui è destinatario ogni essere umano.
Se poi consideriamo nel mistero dell’Incarnazione il fatto che il Figlio di Dio si è fatto uomo ed ha espresso la sua esperienza di umanità dentro una famiglia, non ci resta che segnalare ancora una volta nella famiglia istituzione, costituita da un uomo e una donna, fondata su un patto di fedeltà e di reciproco aiuto, e aperta alla trasmissione della vita, di cui l’Italia è al lumicino, la cellula sana di una società civile.
nfine, la fragilità dell’essere bambino, e il senso della precarietà dell’esperienza umana vissuta anche dal Figlio di Dio inducono tutti all’umiltà e consigliano senso di modestia anche alla scienza. Su questi principi, fatti emergere dal mistero dell’Incarnazione, l’oggi travagliato ha un domani di speranza. A tutti Buon Natale, con i migliori auguri di ogni bene, specialmente a chi è stato sconvolto per la morte di una persona cara, specialmente se per Covid 19, a chi vive il dramma della povertà per disoccupazione, a chi è inchiodato in un letto, a chi sta soffrendo di angosciante solitudine, alle famiglie e ai giovani. Possano sperimentare almeno un po’ di quell’amore di cui Maria, Giuseppe e i pastori hanno fatto dono a Gesù, nel suo Natale.

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