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I sacramenti della vita domestica

In questo lungo tempo di lockdown ognuno ha cercato di vivere la fede come meglio ha potuto. Ogni parrocchia ha cercato di essere vicina alle proprie famiglie attraverso dirette streaming di ogni genere...

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I sacramenti della vita domestica

In questo lungo tempo di lockdown ognuno ha cercato di vivere la fede come meglio ha potuto. Ogni parrocchia ha cercato di essere vicina alle proprie famiglie attraverso dirette streaming di ogni genere. Soggetti della preghiera sono stati solo i preti. Inevitabilmente abbiamo dato l’immagine di una Chiesa clericale. Tuttavia, travolti come siamo stati, non abbiamo potuto fare altro. Nessuno di noi può ergersi a dare giudizi. È ancora troppo presto.
Eppure mai come in questo tempo molte delle nostre famiglie sono riuscite a costruire una liturgia domestica che ha segnato profondamente la vita di fede dei suoi componenti. Talora non senza difficoltà. Nonostante diverse proposte di preghiera da vivere in casa, molte famiglie hanno dovuto ripensarsi nella preghiera proprio a partire dai ritmi propri, dall’età dei figli, dalla condivisione o meno della fede dei figli più grandi. Si è sviluppata in molte case una sacramentalità familiare.
Se i sacramenti sono simboli fatti di parole e segni che rendono presente la persona di Gesù Cristo, che nella forza dello Spirito Santo fanno crescere e nutrono la fede, allora in molte famiglie abbiamo visto sacramenti nuovi, segni nuovi, fede nuova. Uno sposo che il Giovedì Santo lava i piedi della sua sposa e viceversa, non è segno meno potente di un parroco che lava i piedi ai bambini della prima Comunione. O una preghiera di intercessione per un nonno malato fatta da bambini con i loro genitori non è meno incisiva di una visita di un sacerdote. Una luce accesa vicino all’immagine della Madonna nella casa di una madre sola, non è meno di una candela accesa in una cattedrale. Una carezza data con amore o una pazienza portata nonostante la difficoltà di vivere rinchiusi in pochi metri quadrati, esplicitamente offerti al Signore per amore, sono segno efficace della grazia.
Qui noi possiamo trovare una via per guardare avanti. Ogni casa può essere una Chiesa domestica, in particolare là dove c’è una coppia di sposi, che in forza del loro matrimonio, sono chiamati ad essere segno vivo dell’amore di Cristo per la sua Chiesa. Da qui possiamo ripensare un nuovo modo di essere Chiesa perché qui, ancora, “la Parola si fa carne”.

Vicario episcopale per la pastorale

Foto: Siciliani/Gennari - Sir

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