Editoriale di Mons. Zenti
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Se il Natale ci risveglia dal letargo

Non c’è dubbio che il sistema della cultura di Babbo Natale tiene assopite le coscienze, facendo vivere in un mondo fatato. Al contrario, il Natale vero, quello liturgico che rende presente il mistero del Figlio di Dio fatto uomo nel grembo della Vergine Maria, è risorsa spirituale inesauribile di risveglio dal letargo delle coscienze...

Parole chiave: Natale (45), Vescovo di Verona (242), mons. Giuseppe Zenti (282)

Non c’è dubbio che il sistema della cultura di Babbo Natale tiene assopite le coscienze, facendo vivere in un mondo fatato. Al contrario, il Natale vero, quello liturgico che rende presente il mistero del Figlio di Dio fatto uomo nel grembo della Vergine Maria, è risorsa spirituale inesauribile di risveglio dal letargo delle coscienze. In che cosa consiste lo stato di letargo delle coscienze nell’umanità di oggi? Consiste nel fatto di aver rinunciato al suo compito di sentinella del bene e del male morale, sintonizzata con la verità sul cui parametro si tiene formata. Purtroppo, tante coscienze si sono svendute alla cultura dominante del pensiero debole e unico, secondo il quale, in sostanza, vale solo ciò che è utile e piacevole, nella immediatezza. In tal modo viene ibernata la coscienza dei doveri, della responsabilità, della solidarietà, della gratuità. Di fronte a questa realtà, provvidenzialmente non universalizzata, il Natale è in grado di portarci il più significativo dei regali: risvegliare la coscienza dei cristiani dal letargo spirituale e morale. A tale riguardo ci viene in soccorso Agostino: “Risvegliati, o uomo, per te Dio si è fatto uomo!”. Proprio la nostra coscienza di essere cristiani, in forza del battesimo, va anzitutto risvegliata come condizione di ogni altro risveglio spirituale e morale. Da tale coscienza infatti consegue il risveglio del senso della solidarietà fraterna. Il Natale è la festa per eccellenza della solidarietà fraterna, dal momento che celebra la solidarietà di Dio con l’uomo fino ad uscire dalla sua trascendenza. Un Natale senza gesti di concreta solidarietà non è un Natale cristiano. Aggiungiamo: il Natale è la festa della famiglia e della gioia della maternità! Due valori essenziali per il senso del sociale. In effetti, ogni legislazione civile di alto profilo umano non può non focalizzare tutti i suoi obiettivi sulla famiglia come istituzione e sulla sua capacità generativa dei cittadini del suo domani. Se uno stato non si dimostra sensibile e non si attiva realmente su tutto il fronte per la salvaguardia e la promozione di questi due valori fondanti il senso stesso della società, di fatto fa il karakiri, cioè si suicida. Ma vi è un ulteriore ambito nel quale conviene che la coscienza morale si lasci risvegliare dal letargo: l’attenzione educativa nei confronti dei ragazzi, preadolescenti, adolescenti e giovani. Un torrente di ragazzi, preadolescenti, adolescenti e giovani sono trascinati da una corrente impetuosa che li trascina nell’abisso del non senso. Sta diventando un fenomeno di massa, benché ancora troppo velato ai genitori. Il cyberbullismo è solo la punta di un iceberg allucinante. Rischiamo di perdere fior fiore di giovani, come mandati allo sbaraglio in una guerra all’arma bianca. Il Natale ridesta in tutti la coscienza di una responsabilità educativa non appaltabile. Buon Natale alle famiglie e ai giovani, ai fedeli cristiani, ai fedeli di altre religioni, ai non credenti, a chi è in buona salute o in pessima salute fisica, economica, relazionale e spirituale. Buon Natale ai più poveri, disperati e dimenticati. Buon Natale a tutti!

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