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Tra amore e odio, fortezza e debolezza

Il giovedì sera, ormai consacrato da Rai 1 alla fiction, vede da qualche settimana la messa in onda di Vivi e lascia vivere, nuova produzione a firma di Pappi Corsicato, al suo esordio televisivo come regista di commedie, e di Monica Rametta, feconda autrice di serie famose tra cui Tutti pazzi per amore e La Compagnia del Cigno.

Parole chiave: Vivi e lascia vivere (1), Papi Corsicato (1), Elena Sofia Ricci (1), Rai 1 (4), Fiction (3)
Tra amore e odio, fortezza e debolezza

Il giovedì sera, ormai consacrato da Rai 1 alla fiction, vede da qualche settimana la messa in onda di Vivi e lascia vivere, nuova produzione a firma di Pappi Corsicato, al suo esordio televisivo come regista di commedie, e di Monica Rametta, feconda autrice di serie famose tra cui Tutti pazzi per amore e La Compagnia del Cigno. Sulla scia di Che Dio ci aiuti Elena Sofia Ricci (nella foto) interpreta una donna volitiva cui non manca il carattere per affrontare, magari in maniera maldestra, una vita piena di grandi problemi e sempre nuove sfide per sé e le persone che ha vicino. Come avveniva per suor Angela, anche qui la protagonista custodisce un segreto, oggetto di reato penale, ed è costretta dalle circostanze a non dare mai nulla per scontato in tutte le situazioni che le si presentano davanti. Anche quando s’infila in vicende bizzarre o paradossali, mantiene tuttavia come baluardo inespugnabile la sua autenticità contro ogni possibile ipocrisia. Alcuni promettenti attori le fanno da corona, tra cui Giampiero De Concilio, che interpreta un figlio della protagonista e che già più volte è stato premiato in concorsi per giovani artisti. La fiction non è lineare, facile da seguire. Troppi e fastidiosi flashback ne interrompono la narrazione, non permettendo di cogliere bene la continuità delle scene, soprattutto quando il rimando è a tanti anni fa, con addirittura altri attori che interpretano i personaggi principali al momento della loro giovinezza. Mancano inoltre una certa qual finezza e garbo capaci di evitare inutili scene di sesso e immancabili relazioni sentimentali difficili da raccontare in prima serata su Rai 1, in cui da sempre viene privilegiata la visione familiare. Alla narrazione, certamente originale, manca tuttavia un’ultima revisione complessiva che avrebbe permesso di assicurare maggior omogeneità espositiva.
Circa un quarto degli italiani davanti al televisore seguono questa storia che mescola insieme amore e odio, fortezza e debolezza. Un racconto che, pur non conoscendone il finale, certamente ci s’immagina possa essere rassicurante, capace di far giungere a compimento i tanti indizi disseminati qua e là lungo i dodici episodi. Il messaggio racchiuso nel titolo, infatti, contiene già in modo eloquente l’invito a non badare agli altri e a cercare, anche andando contro tutti, il proprio percorso di vita. A un simile buon cast d’attori che comprende anche Massimo Ghini e Antonio Gerardi, da parte della produzione si poteva offrire di più, maggior eleganza e cura della sceneggiatura.

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