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«Così abbiamo trasformato la didattica per vincere sui banchi la sfida del virus»

Il 2020 è stato un anno epocale per l’umanità per tutto quello che ha comportato a livello sociale e nella vita di ciascuno e sarà ricordato, nella “Storia della scuola” per i molteplici cambiamenti che ha apportato

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«Così abbiamo trasformato la didattica per vincere sui banchi la sfida del virus»

Il 2020 è stato un anno epocale per l’umanità per tutto quello che ha comportato a livello sociale e nella vita di ciascuno e sarà ricordato, nella “Storia della scuola” per i molteplici cambiamenti che ha apportato. Dall’interruzione delle lezioni in presenza, avvenute a fine febbraio e nel corrente anno scolastico, ho dovuto modificare (come tutti i dirigenti scolastici) in maniera significativa l’organizzazione delle scuole dell’infanzia, delle primarie e della secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo 2 di Pescantina, nel quale opero da 15 anni.
All’inizio della pandemia la prima grande sfida è stata quella di attivare la didattica a distanza al fine di permettere a tutti gli alunni dei vari ordini di scuola di poter mantenere un contatto affettivo con gli insegnanti e con i pari e proseguire negli apprendimenti. Per raggiungere tali obiettivi è stato necessario utilizzare al meglio la piattaforma digitale istituzionale, offrendo corsi di formazione per i docenti, differenziati in base ai loro bisogni e alle modalità di apprendimento, che dai 3 ai 14 anni variano profondamente. Fondamentale è stata la collaborazione e condivisione delle varie difficoltà da risolvere con le famiglie.
Una seconda rivoluzione copernicana attuata in tale periodo si è rivelata quella di programmare e realizzare gli incontri con i vari interlocutori, con i quali la scuola si interfaccia, tramite l’on line.
Per garantire la partenza del corrente anno scolastico ho dovuto lavorare intensamente durante l’estate scorsa in sinergia con l’ente locale, la parrocchia di Pescantina, i miei due collaboratori, lo staff di insegnanti fiduciari dei vari plessi insieme al responsabile e a tutti gli incaricati della sicurezza, per definire ingressi differenziati e orari diversificati di accesso alle scuole; predisporre i banchi nelle aule, liberate da armadi e cattedre, individuando anche spazi integrativi con sedi distaccate.
Le nuove modalità organizzative e le buone prassi sono state enucleate in protocolli anti-Covid di istituto e di plesso dove hanno trovato spazio anche le misure igienico-sanitarie e di protezione individuale, differenziate per i vari protagonisti della vita scolastica, consigliate nei vari incontri formativi programmati dal direttore regionale e normati anche da specifiche disposizioni della Regione e dei Ministeri della Salute e dell’Istruzione.  Tra i vari adempimenti svolti, vi è stata anche l’individuazione di alunni e personale ritenuti fragili per i quali il medico competente, designato dall’Istituto scolastico, ha assunto delle decisioni al fine di tutelare la loro salute.
Lo Stato e i Comuni sono stati interlocutori privilegiati nel garantire l’incremento di risorse materiali e umane.
Grazie a tutte le misure di prevenzione messe in atto e mediante il paziente lavoro del referente Covid di istituto, sempre da me condiviso, in collaborazione con il Sisp dell’Ulss territoriale è sempre stata garantita la didattica in presenza e finora sono state messe in quarantena solamente una sezione di scuola dell’infanzia (su 6), una classe di scuola primaria (su 24) e una classe di scuola secondaria di primo grado (su 17), in base alle disposizioni sanitarie in vigore per la presenza di uno o più alunni e docenti positivi. In questi casi è stata organizzata la didattica a distanza per tutte le sezioni e le classi e i docenti hanno predisposto le lezioni on line con flessibilità dell’orario.
L’anno scolastico che stiamo vivendo mi piace definirlo di transizione, costituendo di fatto un “ponte” tra una modalità conosciuta di fare scuola e una nuova impostazione completamente modificata. Al di là dei tanti aspetti limitanti che la pandemia ha comportato, a livello scolastico sono state sviluppate molte capacità ed implementate nuove modalità organizzative che sicuramente potranno trovare una giusta armonizzazione nella gestione operativa quando la situazione emergenziale terminerà.
La macchina organizzativa ha tenuto perché c’è stato un grande lavoro di squadra tra tutti i professionisti scolastici, sostenuti dagli interlocutori locali e nazionali (che hanno messo a disposizione le loro competenze) e le famiglie, le quali, con la loro speciale collaborazione, hanno affiancato e supportato tutto questo processo di cambiamento.
* Dirigente Istituto Comprensivo Pescantina 2

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