Il Fatto di Bruno Fasani
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Rimandare i delinquenti nei loro Paesi di origine

Partiamo da due dati di cronaca. Il primo. In alcuni quartieri di Milano la violenza è diventata così frequente e pericolosa, da obbligare il sindaco Sala a richiedere la presenza dell’esercito.

Parole chiave: Delinquenza (1), Strade Sicure (1), Il Fatto (416), Bruno Fasani (324)

Partiamo da due dati di cronaca. Il primo. In alcuni quartieri di Milano la violenza è diventata così frequente e pericolosa, da obbligare il sindaco Sala a richiedere la presenza dell’esercito. Adesso che è passato il Giubileo, ha detto testualmente, impieghiamo i militari di Strade Sicure per il presidio della città. A Verona, la Ronda della Carità, benemerita associazione che assiste i senzatetto nelle ore notturne girando di quartiere in quartiere, ha dichiarato che non si recherà più in una certa zona vicina alla Fiera, in quanto occupata da un gruppo di magrebini, sempre più rissosi e violenti, che potrebbero mettere a rischio l’incolumità dei suoi operatori.
Un tempo bastava dire Bronx per indicare una terra di nessuno in cui era meglio non addentrarsi. Il nome stesso era diventato una metafora per indicare desolazione e rischio. Quando ci andai per la prima volta tanti anni fa, il tassista mi mise in guardia dall’evitare alcune strade. Mi limitai ad entrare in qualche chiesa battista. La sicurezza era garantita e lo spettacolo pure. Ma per il resto era meglio tirare dritto, senza fermarsi per strada e senza mai incrociare lo sguardo di chi incontravi.
Oggi, 2016, scopriamo che anche noi abbiamo i nostri Bronx. Nelle grandi metropoli, ma anche nelle piccole città di provincia. Non sarà un caso se a Padova hanno dovuto alzare un muro nella zona Est della città, per garantire un minimo di sicurezza ai residenti.
La globalizzazione e la disperazione ci hanno portato in casa tanti fratelli stranieri. La maggior parte di essi costituisce una ricchezza umana ed economica per il Paese, alla faccia degli untori della politica, che si fanno largo sulla pelle di questa gente. Ma, inutile negarlo, una piccola frangia tra loro ha trovato il modo di esprimere il peggio dell’animo delinquenziale che può annidarsi nel cuore dell’uomo, facendo sponda ad altrettanto qualificata delinquenza nostrana, tanto parassitaria quanto violenta. Purtroppo molte di queste persone, sono delinquenti noti, con precedenti penali lunghi come un rosario e rimessi liberi in circolazione per la nota prassi che tutti conosciamo. Quella per cui le pene si comminano ma pochi le espiano.
Secondo dato di cronaca. Nei giorni scorsi gli Stati Uniti hanno scelto il nuovo presidente. Non voglio commentare, anche perché mi viene un po’ di orticaria. Eppure c’è una cosa che condivido con questo signore, quando dice che i delinquenti stranieri devono essere rispediti nei loro Paesi di origine. Non mi sembra un’idea razzista. Perché anche in Europa non si pensa a fare altrettanto? Eviterebbe il sovraffollamento delle carceri e la concentrazione sul territorio di malavitosi e servirebbe a restituire sicurezza, fiducia nei cittadini e una società in cui muoversi, liberi dalla paura.

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