Il Calciastorie
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Quando una vittoria diventa indelebile (o quasi)

Qualcuno se lo ricorderà. Juan Fernando Quintero era spesso – e non troppo volentieri – riserva di un Pescara che, nella stagione 2012-13, salutò la Serie A da ultima in classifica...

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Qualcuno se lo ricorderà. Juan Fernando Quintero era spesso – e non troppo volentieri – riserva di un Pescara che, nella stagione 2012-13, salutò la Serie A da ultima in classifica. Di club in club – Porto, Rennes, Independiente di Medellin – il centrocampista colombiano è finito in Argentina, al River Plate, segnando il gol del 2-1 nell’ultima finale di Copa Libertadores (la Champions League del Sud America) contro i rivali del Boca Juniors. Una partita così piena di tensione che fu giocata dall’altra parte dell’oceano, a Madrid, per evitare quegli scontri che a Buenos Aires c’erano già stati, con tanto di assalto al pullman del Boca. Nei tempi supplementari, con una sassata – metaforica, almeno quella – Quintero ha aperto ai suoi un’autostrada verso la coppa, sofferta ben più di quanto il risultato finale (3-1) possa far pensare. Una giornata indimenticabile, fissata da Quintero sulla gamba con un tatuaggio. C’è il trofeo, il simbolo del River e l’immagine di un giocatore (immaginiamo che si possa trattare di lui stesso). Ha deciso così: un tifoso, invece, è andato oltre. Sempre sulla gamba, si è fatto tatuare un codice Qr (li avete presente? Quelli quadratoni). Scansionandolo col cellulare – anche se per il diretto interessato la posizione non è molto comoda, urge un corso da contorsionista – si viene indirizzati su un video di YouTube, in particolare quello del gol del 3-1 del “Pipi” Martinez, il colpo del ko: Boca Juniors sbilanciato in avanti alla ricerca del pareggio e colpito invece in contropiede. Un gesto talmente bizzarro, quello del tatuaggio del codice Qr, da rimbalzare sui social, facendo ovviamente infuriare i tifosi rivali. Nel giro di poche ore, quel video da YouTube è sparito. Il mistero è stato svelato dal tifoso stesso, condito da un linguaggio poco elegante verso gli avversari. In sostanza, lo avrebbe “privato”, ossia reso non accessibile se non a lui stesso. Renderlo pubblico? Sarà pressoché impossibile, se non per brevi momenti. Perché quello che sembrava fosse già accaduto, potrebbe verificarsi sul serio: e cioè che migliaia di tifosi del Boca possano segnalare a YouTube che il video viola la legge sul copyright, facendolo bloccare. Il singolo utente, infatti, non può rendere pubbliche le immagini di una partita (poi lo fanno in molti, ma finché non sono segnalati il video resta). Rendere inutile il tatuaggio del tifoso rivale non vorrebbe dire cancellare la sconfitta, ma quantomeno prendersi una piccola rivincita.

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