Il Calciastorie
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Nico Granatowski emblema del fair play

Se tornassi adolescente, accanto al poster di Roberto Baggio ne appenderei uno di Nico Granatowski. Non tanto per il talento...

Parole chiave: Nico Granatowski (1), Il Calciastorie (121), Sport (139), Calcio (136)

Se tornassi adolescente, accanto al poster di Roberto Baggio ne appenderei uno di Nico Granatowski. Non tanto per il talento, quello di un giocatore che naviga nelle serie minori tedesche, quanto per una partita, disputata il 16 settembre 2017 tra l’FC Carl Zeiss Jena e l’Sv Meppen (terza categoria tedesca). Granatowski, centrocampista piccolo e sgusciante, gioca con i padroni di casa. La partita si mette subito bene: al 18’ proprio una sua sgroppata si conclude con un cross al bacio per Kleinsorge, che insacca da due passi. Nella ripresa il raddoppio: tra una mischia e l’altra nell’area del Meppen, Granatowski si allontana liberandosi al limite dell’area. Sarebbe pronto a ribattere in rete una qualunque respinta, ma non c’è neppure bisogno perché, da posizione defilata, Vidovic insacca di testa beffando il portiere avversario. Il sapore della vittoria è vicino, ma verrà presto guastato. È il 57’: in uno scontro sulla tre quarti di campo Julian Guenther-Schimdt, attaccante del Meppen, ha la peggio. Si dimena per terra, ed è tutto meno che una sceneggiata. La palla, intanto, finisce a Granatowski. Evita di proseguire l’azione, indica l’avversario a terra un secondo dopo aver stoppato la palla. La butterà oltre il fallo laterale, in modo da permettere l’ingresso dei soccorsi. Non ci riesce: Soren Eismann, che del Meppen è il capitano, gli porta via la palla e – prendendo alla sprovvista i giocatori di entrambe le squadre – arriva al limite dell’area piazzando un destro preciso. A fine partita ammetterà di essere stato antisportivo, ma la cosa non sembra turbarlo più di tanto. Anche perché, invece di rimediare (per esempio restituendo il gol “rubato”), il Meppen andrà avanti come se nulla fosse accaduto. E sarà di nuovo Eismann, stavolta con un’azione regolare e persino bella, a segnare la rete del pareggio. Il mio eroe personale di giornata resta però Granatowski. Perché si è fermato per aiutare un avversario che stava male ed ha fatto pure la figura del pollo. Chissà quanti rimorsi per lui e per chi, dopo un atto di gentilezza, viene pure ridicolizzato. Ma, al di là dei singoli episodi che vedono vincenti i furbi, è solo con gli atti di gentilezza, e non con le furbate, che si può cambiare il mondo.

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Nico Granatowski emblema del fair play
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