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Il sosia di Nicholas Cage che tifa per la Roma

«Ahò, ma stai ancora qua?». A dirlo è Francesco Totti, ma senza rabbia. La partita è una di quelle importanti – Real Madrid-Roma – e se sul campo ci sono i campioni, la tribuna vip è da capogiro. Un nome su tutti: Nicholas Cage.

Parole chiave: Il Calciastorie (121), Lorenzo Galliani (55)

«Ahò, ma stai ancora qua?». A dirlo è Francesco Totti, ma senza rabbia. La partita è una di quelle importanti – Real Madrid-Roma – e se sul campo ci sono i campioni, la tribuna vip è da capogiro. Un nome su tutti: Nicholas Cage. Il presidente del Real, Florentino Perez, se lo coccola come se fosse un trofeo, davanti ai fotografi. Stando agli accordi dei giorni precedenti, avrebbe dovuto mantenere la riservatezza sull’arrivo del grande attore al Santiago Bernabeu, ma dal suo staff qualcosa, più o meno involontariamente, è arrivato ai media. Certo, l’attenzione rimane sulla partita – c’è in gioco il passaggio ai quarti di finale di Champions League – ma anche la presenza di Nicholas Cage è pur sempre una notizia. «Per chi fa il tifo?», gli chiedono. «Real Madrid, chiaramente», risponde lui (ed essendo invitato dagli spagnoli, ci mancherebbe altro). Perez gli regala una maglietta ufficiale, personalizzata con il numero 1 e con la scritta Nicholas Cage sulle spalle. Il diretto interessato si toglie la giacca, indossa subito la preziosa camiseta e l’immancabile stretta di mano al presidente viene di nuovo immortalata dai fotografi. Ma non è l’unico dono per lui: c’è anche la maglia di Robinho, autografata dal calciatore brasiliano, oltre alla tessera ufficiale del club. La partita però non gira bene per i blancos: è la Roma a vincere 2-1 conquistando il passaggio del turno. Tutti tristi, tranne Nicholas Cage che – i dirigenti del Real Madrid non lo hanno notato – indossa dei calzini a strisce gialle e rosse. Non è infatti il premio Oscar quello che hanno accanto, ma l’attore e inviato de Le Iene Paolo Calabresi. Lo stesso che pochi anni prima – sempre sfruttando la somiglianza con Nicholas Cage – aveva ricevuto un’accoglienza simile dal Milan. Lo stesso che nel 2009, in occasione di Napoli-Roma, si farà passare per cardinale dell’Honduras, inventandosi di sana pianta il suo nome e quello dei suoi collaboratori e venendo accolto un’ora e mezza prima della partita dal presidente dei partenopei Aurelio De Laurentiis. Verrà scoperto, ma solo dopo aver fatto il giro degli spogliatoi e ricevuto tutti gli onori del caso. Fino ad allora, l’unico a riconoscerlo – ma senza spifferare nulla – era stato Francesco Totti. Come l’anno prima, a Madrid. Quando gli aveva detto: «Ahò, ma stai ancora qua?».

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