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Raccontare le sfide del tempo presente

Care amiche e cari amici lettori di Verona Fedele, mi presento: sono il nuovo direttore del settimanale diocesano...

Parole chiave: Don Stefano Origano (1), Editoriale (336), Verona Fedele (20), Direttore (5)

Care amiche e cari amici lettori di Verona Fedele, mi presento: sono il nuovo direttore del settimanale diocesano. Sono stato scelto per guidare questo giornale in un momento che certamente non è dei più rosei per l’editoria italiana, ma come tutti i momenti di crisi può diventare anche una opportunità, certamente una sfida. La scelta della diocesi di dedicare un sacerdote a tempo pieno per seguire l’ambito della comunicazione é un segnale forte di un preciso impegno della Chiesa che non intende trascurare nessuna strada per raccontare oggi il volto di una comunità cristiana in cammino. Per questo posso contare su una equipe di confratelli sacerdoti e di professionisti laici capaci di interpretare il nuovo contesto comunicativo in cui siamo immersi alla luce dell’insegnamento evangelico e della millenaria tradizione cristiana.
In fondo, sarà per me una nuova esperienza di servizio pastorale svolto non più in una comunità locale come è la parrocchia, ma a servizio della più vasta comunità ecclesiale e civile di Verona.
Verona Fedele ha una tradizione molto radicata sul territorio e in passato ha svolto un ruolo importante, arrivando ad avere una diffusione veramente capillare grazie all’opera di direttori illuminati (e ringrazio il mio predecessore don Renzo Beghini) e di una redazione che è stata un fucina di giornalismo. Oggi sta vivendo la trasformazione globale in atto, cercando di aiutare i lettori a capire la fase di cambiamento e fornendo chiavi di lettura adeguate per non subire il corso degli eventi. Vorrei continuare a raccontare nelle nostre pagine la storia e la vita di una città e dei suoi territori che non hanno smarrito la propria identità e la loro multiforme genialità creativa. Una città che è diventata una attrazione internazionale non solo per la favola di Giulietta e Romeo, ma per le peculiarità umane, sociali, culturali e produttive che da sempre la contraddistinguono. E anche per le diversità che formano un popolo inesauribile che mai finisce di stupire. Mi auguro, nel tempo che mi sarà concesso, di portare avanti questo compito così delicato è importante: dare voce alla diocesi, alle parrocchie e al mondo spesso nascosto di cui siamo parte.

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