Cinema
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Non tutto è perfetto come nel mondo dei giocattoli

Barbie
(Stati Uniti, 2023)
Regia: Greta Gerwig
Con: Margot Robbie, Ryan Gosling, America Ferrera
Durata: 114 minuti
Valutazione Cnvf: consigliabile/problematico/adatto per dibattiti

Parole chiave: Barbie (2), Greta Gerwing (1), Film (104), Cinema (101), Margot Robbie (1), Ryan Gosling (1), America Ferrera (1)
Non tutto è perfetto come nel mondo dei giocattoli

Dopo una lunga e ben congegnata campagna pubblicitaria, è arrivato nelle sale l’attesissimo film Barbie, l’ultima fatica della regista Greta Gerwig. Una splendida Margot Robbie nei panni della Barbie Stereotipo e un originalissimo Ryan Gosling come Ken danno corpo ai celebri giocattoli.

In un mondo popolato da tutte le versioni possibili e immaginabili della celebre bambola le cose filano per il verso giusto: Barbieland è un luogo perfetto, ogni cosa è sempre in ordine, tutte le Barbie (si chiamano tutte così) vivono la loro vita in case da favola (uguali a quelle giocattolo) e incontrano durante la giornata una sparuta minoranza maschile, Ken (anche questi si chiamano tutti allo stesso modo). Un giorno, però, qualcosa nel mondo reale modifica qualcosa nella protagonista e intacca, così, tutta questa perfezione. Barbie è così costretta ad andare alla sede della Mattel (che ha prodotto il film) per capire cosa è successo. La segue anche Ken che, giunto in California, scopre che, a differenza di Barbieland (e contro le aspettative della bambola che pensava ci fosse una perfetta parità nel mondo reale), sulla Terra esiste il patriarcato.

Giocattoli che vanno nel mondo reale, persone reali che vanno a Barbieland: ognuno, per le sue competenze, si dà da fare perché tutto possa tornare in ordine. Una pellicola che, per diversi aspetti, stupisce. Costumi e scenografie, curati fin nei minimi dettagli, portano in scena “a grandezza naturale” tutti quegli oggetti che hanno sempre caratterizzato le bambole della Mattel. Anche la musica contribuisce alla buona riuscita del prodotto finale: i diversi brani cantati, che lo rendono quasi un film musicale, danno un tocco in più qualitativamente parlando.

Sulla sceneggiatura si possono fare alcune considerazioni più approfondite. Fatto salvo un intreccio non particolarmente originale, bisogna riconoscere che riesce a tenere insieme due linee molto diverse tra loro e a realizzare quasi una commistione di generi cinematografici.

È una pellicola molto divertente, pur non tralasciando un messaggio serio: l’abbondanza di battute e i tratti autoironici non fanno passare in secondo piano i contenuti e le tante riflessioni possibili. Tematiche importanti come femminismo e patriarcato, democrazia, rapporto madre e figlia (e molto altro) si possono trovare guardando il film. Un’opera davvero intelligente e molto godibile (più per adulti che per bambini, più per donne che per uomini): forse un po’ troppo prona al politicamente corretto e alla rivoluzione woke, non lascia però delusi gli spettatori in sala.

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