Spiato in tv
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Rosso dovrebbe essere anche il bollino

La porta rossa è quella che, secondo la fantasia degli autori della fiction di Rai 2, ciascuno dovrebbe inesorabilmente oltrepassare al termine dei suoi giorni. Ebbene, il protagonista di questa storia, il commissario Leonardo Cagliostro, invece, non l’avrebbe mai varcata dopo essere stato ucciso da un ignoto assassino...

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Rosso dovrebbe essere anche il bollino

La porta rossa è quella che, secondo la fantasia degli autori della fiction di Rai 2, ciascuno dovrebbe inesorabilmente oltrepassare al termine dei suoi giorni. Ebbene, il protagonista di questa storia, il commissario Leonardo Cagliostro, invece, non l’avrebbe mai varcata dopo essere stato ucciso da un ignoto assassino. Spetta a lui, da questo limbo speciale nel quale è visto solo da una medium minorenne, aiutare sua moglie con gli indizi appropriati perché si giunga a scoprire la verità sulla sua morte. Egli appare continuamente per carpire segreti e poi rivelarli alla sua confidente ancora in vita.
Da queste premesse prende le mosse la seconda serie di una produzione che nella prima stagione ebbe un inaspettato successo. Muovendosi tra il thriller e il paranormale, la vicenda rappresenta una novità nel panorama televisivo. Già il cognome Cagliostro è identico a quello di un celebre esoterista e alchimista del 1700. Tracce di fantasia legate al confine tra viventi e defunti erano già presenti in altre fiction popolari come Capri e Braccialetti rossi. Qui, però, il tema viene notevole ampliato per diventare l’ossatura stessa del racconto. La bravura di Lino Guanciale stacca di molto gli altri attori come Andrea Bosca, Anna Liskova, Ettore Bassi e Gabriella Pession.
Rai 2 nel suo palinsesto pone spesso telefilm con al centro vicende legate al mondo della giustizia e del crimine. I telespettatori più fedeli sono dunque abituati a temi simili, ad ambientazioni per lo più cupe e in ombra, alla mancanza di qualsiasi gesto d’affetto tra i protagonisti, a un linguaggio sopra le righe. Lo share oltre il 10% di media manifesta il gradimento per l’azione di un fantasma. Se da una parte c’è il lato buffo dei commenti di questa presenza eterea di fronte a quello che avviene dinanzi ai suoi occhi e che può commentare liberamente all’istante senza che alcuno lo possa ascoltare e vedere, dall’altra parte desta preoccupazione che, anche se in una fiction, il tema del rapporto con i morti sia liquidato in modo superficiale. Meglio sarebbe che il colore rosso non comparisse soltanto sulla fantomatica soglia dell’eternità, ma anche come indicazione sul teleschermo che la visione, per gli argomenti trattati e vista l’ora di messa in onda, dovrebbe essere riservata al solo pubblico adulto.

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