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Dalla Svizzera a Verona, il ricordo di Peter Maag nel centenario della nascita

«Il Sindaco della città di Verona consegna la Medaglia della Città alla memoria del Maestro Peter Maag nel centenario della nascita (Sankt Gallen 1919 – Verona 2019), quale segno di riconoscenza di tutta la comunità, per l’onore di essere stata da lui considerata propria città adottiva, e quale testimonianza d’impegno a perpetuarne il pensiero e il grande profilo artistico nell’opera voluta dal Maestro Nicola Guerini con il Fondo Peter Maag di Verona e in quella delle Istituzioni da lui e a lui ispirate».

Parole chiave: Peter Maag (1), Mario Tedeschi Turco (13), Centenario (3)

«Il Sindaco della città di Verona consegna la Medaglia della Città alla memoria del Maestro Peter Maag nel centenario della nascita (Sankt Gallen 1919 – Verona 2019), quale segno di riconoscenza di tutta la comunità, per l’onore di essere stata da lui considerata propria città adottiva, e quale testimonianza d’impegno a perpetuarne il pensiero e il grande profilo artistico nell’opera voluta dal Maestro Nicola Guerini con il Fondo Peter Maag di Verona e in quella delle Istituzioni da lui e a lui ispirate». Con questo alto riconoscimento, a Verona è iniziata il 10 maggio la serie di incontri pubblici, conferenze, concerti, giornate di studio che proseguiranno nei prossimi mesi al fine di ricordare il lascito artistico di uno dei direttori d’orchestra più colti e raffinati del ventesimo secolo. Abbiamo scritto “direttore d’orchestra”, quale apposizione per Peter Maag, ma la definizione in realtà è estremamente riduttiva, per qualificarne l’intensità di presenza nella vita musicale italiana ed europea: scoperto e lanciato dal sommo Wilhelm Furtwängler, che lo conobbe quale pianista di sorprendente talento, Maag proseguì in seguito la sua brillantissima carriera dedicandosi sì alla direzione, ma anche a un tipo di didattica anticonvenzionale, onde favorire l’inserimento nel professionismo musicale e teatrale dei migliori talenti internazionali. Nacque così a Treviso la celebre “Bottega”, laboratorio permanente di studio, ricerca e produzione di teatro musicale con giovani cantanti e direttori, la quale non rappresenta unicamente un’esperienza d’avanguardia per il nostro Paese, ma anche il profilo etico di un grande uomo che, incurante di onori, fama e compensi, si dedica con tutte le proprie energie a “passare” la propria dottrina a generazioni di ragazzi i quali, dal suo carisma e dal suo sapere, hanno tratto linfa vitale per proseguire il loro lavoro.
Sono molte le testimonianze registrate dell’arte di Peter Maag. Abbiamo le ultime sinfonie di Mozart, suo autore prediletto, un esempio tra i migliori di come coniugare, nel gesto interpretativo, vigore, slancio lirico, equilibrio fonico, cesello di dettagli, in un tipo di esecuzione che fonde al meglio l’informazione storica con l’energia nervosa della contemporaneità. Oppure ancora una Terza sinfonia “Scozzese” di Mendelssohn, contesta di quella febbricitante tensione romantica che è essenziale nel compositore tedesco e che tantissime volte invece evapora in esecuzioni meno approfondite. Maag fu interprete di riferimento anche per talune composizioni del ’900, di Gian Francesco Malipiero per esempio, le cui Sette e Quattro invenzioni hanno ricevuto dalla sua capacità di lettura analitica una realizzazione fosforescente; fu ancora, in questa assai sommaria campionatura, a capo di un cast stellare per la migliore Luisa Miller ancora oggi disponibile in cd: Luciano Pavarotti, Montserrat Caballé, Sherrill Milnes, voci già da sole benedette dagli dèi, ricevono dall’istinto teatrale e dalla superiore qualità di concertazione di Maag quell’espressività nel fraseggio e quell’impulso drammatico che, ad ogni pagina, restituiscono come meglio non si potrebbe la “parola scenica” verdiana.
È un onore, insomma, che l’esempio di Peter Maag continui a vivere nel mondo partendo da Verona, per raggiungere in occasioni diverse tutta l’Italia, grazie a un musicista come Nicola Guerini, che gestisce il lascito del grande Maestro per incarico della moglie Marica e della figlia Costanza, pure nostre concittadine. 

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