L'editoriale del Vescovo
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A cosa servono le chiese?

Sollecitato da varie situazioni, come Vescovo ho il dovere di intervenire per precisare ancora una volta la funzione tipica di una chiesa.
Una chiesa viene eretta per propiziare l’incontro con Dio principalmente da parte del Popolo di Dio e, secondariamente, da parte dei singoli fedeli...

Parole chiave: Editoriale (192), Vescovo di Verona (158), Mons. Giuseppe Zenti (169)

Sollecitato da varie situazioni, come Vescovo ho il dovere di intervenire per precisare ancora una volta la funzione tipica di una chiesa.
Una chiesa viene eretta per propiziare l’incontro con Dio principalmente da parte del Popolo di Dio e, secondariamente, da parte dei singoli fedeli. Tale incontro si verifica nell’atto stesso di radunarsi in assemblea liturgica, nella quale il Popolo di Dio fa la concreta esperienza di essere Chiesa, la Famiglia di Dio. Ogni celebrazione sacramentale – dal Battesimo alla Confessione, all’Ordine Sacro, al Matrimonio, all’Unzione degli Infermi – motiva la presenza del Popolo di Dio in chiesa, che per sua natura, proprio come evocazione e segno del Popolo messianico di Dio, cioè consacrato a Lui per il Battesimo, dovrebbe essere anche consacrata: consacrata appunto a Dio per lo scopo per cui la chiesa è stata edificata. Tra i Sacramenti il vertice è dato dalla celebrazione dell’Eucaristia che caratterizza le Domeniche e le Feste liturgiche, ma che abitualmente fa da anima anche della celebrazione delle Esequie o della consacrazione verginale. Va da sé che una celebrazione dei Sacramenti esige la proclamazione e comprensione della Parola di Dio che ne svela il contenuto salvifico. Di conseguenza, la chiesa è spazio anche per l’annuncio e la spiegazione, possibilmente con ricadute sulla vita, della Parola di Dio, eventualmente sotto forma di catechesi. Questo è il quadro di riferimento specifico della funzione delle chiese.
Possiamo aggiungere: poiché nella chiesa è custodita l’Eucaristia, essa è anche il luogo dell’adorazione comunitaria e personale.
Per estensione e come suo limite massimo, è consentito l’uso di una chiesa per rappresentazioni sacre, per musiche e concerti in genere, di cui tuttavia vanno sempre verificati i contenuti di natura sacrale-religiosa, finalizzati ad elevare lo spirito. In caso di incertezza ci si rivolga all’autorità competente, come è ad esempio l’Ufficio liturgico diocesano.
Il rispetto della natura sacra delle chiese esclude ogni altro uso con sfondo profano, per cui esistono teatri, sale pubbliche, tensostrutture, piazze. E nessun prete è autorizzato a concedere permessi. In casi di reale difficoltà interpretativa, ci si riferisca appunto all’Ufficio liturgico diocesano.

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