Il Fatto di Bruno Fasani
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Gli episodi che fanno dubitare dell’intelligenza delle persone

Ci sono notizie che mettono in dubbio l’asserito detto che l’uomo sia tra tutti gli animali l’unico dotato di intelligenza. Non potendo negare che comunque qualcosa ci distingua da uno scimmione qualsiasi, non resta che affidarsi alle teorie di Binet e Simon, secondo i quali non esiste un quoziente di intelligenza, quanto un’età mentale. Questa fa sì che uno possa avere trent’anni ma portare a spasso il cervello di un bambino non ancora cresciuto.

Parole chiave: Il fatto (366), Bruno Fasani (287), Razzismo (8), Social (32)

Ci sono notizie che mettono in dubbio l’asserito detto che l’uomo sia tra tutti gli animali l’unico dotato di intelligenza. Non potendo negare che comunque qualcosa ci distingua da uno scimmione qualsiasi, non resta che affidarsi alle teorie di Binet e Simon, secondo i quali non esiste un quoziente di intelligenza, quanto un’età mentale. Questa fa sì che uno possa avere trent’anni ma portare a spasso il cervello di un bambino non ancora cresciuto.
Dicevo di certe notizie. Due in particolare catturano questa settimana la nostra attenzione. La prima ci porta allo stadio Olimpico di Roma. Con l’acume degno dell’acume dei tifosi laziali, qualche dirigente calcistico stabilisce che per punire questi tifosi per le loro note espressioni razziste, siano obbligati per una domenica a trasferirsi nella curva dei nemici romanisti. Della serie: tu metti il sedere sulla sedia di un tifoso dell’altra sponda e, automaticamente, per la magia di una contaminazione tergale diventerai saggio, responsabile e autenticamente sportivo. Senonché a ragionare col fondo schiena si finisce per fare quello che è accaduto. Ossia una serie di immagini adesive incollate sui seggiolini dei tifosi avversari. L’immagine si commenta da sé. Riproduce il volto sorridente di Anna Frank, la ragazza ebrea martire a Bergen-Belsen, con addosso la maglia della Roma. Il messaggio è chiaro: stesso destino agli acerrimi nemici romanisti. Ci aspettiamo che per la prossima puntata portino le foto dei loro congiunti al camposanto per metterle sotto il sedere degli avversari e portare a compimento il furore della loro imbecillità, augurando loro morte precoce.
La seconda notizia ci porta a Riccione. Sabato scorso, in Viale Veneto, un ragazzo di 24 anni si schianta in motorino contro un albero. È steso a terra, perde sangue ed è palesemente in agonia. Sulla stessa strada transita un levita del nostro tempo, il quale, a differenza di quello evangelico, non tira dritto verso Gerico. In comune con quello più noto ha solo l’indifferenza, o peggio ancora, possiede il cinismo di godersi uno spettacolo a buon mercato. Toglie dalla tasca l’iPhone ultimo modello e, da esperto navigatore digitale, inizia a riprendere la scena e mandarla in diretta su Facebook. Se spettacolo è, spettacolo sia per tutti. Senza biglietto di ingresso e senza censure. Quanto a lui, il Narciso era già appagato, mettendoci la faccia come produttore dello spettacolo. Poco importa che la faccia fosse da...
Una volta messo alla gogna, si è giustificato dicendo che era «sconvolto, sotto choc» e di aver voluto «far qualcosa per quel giovane a terra». «Mi sono messo a filmarlo e volevo fare una diretta, volevo condividere il mio dolore. Non cercavo lo scoop». Ora sappiamo come si condivide il dolore e cosa si fa quando si è sotto choc. Soprattutto se si è imbecilli.

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