Editoriale
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Fare il bene a tutti senza stancarsi

Di fronte all’imperversare di immagini e racconti di guerra che caratterizzano queste giornate, risuona quanto mai opportuno il messaggio che papa Francesco propone per la Quaresima...

Parole chiave: Editoriale (335), Alberto Margoni (64)

Di fronte all’imperversare di immagini e racconti di guerra che caratterizzano queste giornate, risuona quanto mai opportuno il messaggio che papa Francesco propone per la Quaresima: “Non stanchiamoci di fare il bene; se infatti non desistiamo, a suo tempo mieteremo. Poiché dunque ne abbiamo l’occasione, operiamo il bene verso tutti”. Sono parole della Lettera di san Paolo ai Galati (6,9-10a) che ci invitano a cogliere anche questo tempo come occasione favorevole per sradicare il male dalla nostra vita e per seminare il bene. A cominciare dalle nostre relazioni quotidiane, talvolta impregnate di egoismo, di chiusure e di desiderio di primeggiare. “Seminare il bene per gli altri – ricorda papa Francesco – ci libera dalle anguste logiche del tornaconto personale e conferisce al nostro agire il respiro ampio della gratuità, inserendoci nel meraviglioso orizzonte dei benevoli disegni di Dio”. La tentazione di scoraggiarsi dinanzi ai fallimenti, ai sogni infranti, al riconoscersi poveri di mezzi non ci deve bloccare, col rischio di farci perdere la speranza, la fiducia in Dio. Diventa invece esortazione a non stancarsi di pregare “perché abbiamo bisogno di Dio. Quella di bastare a noi stessi è una pericolosa illusione”, scrive Francesco, rammentandoci ancora una volta che “nessuno si salva da solo, perché siamo tutti sulla stessa barca tra le tempeste della storia” e soprattutto “nessuno si salva senza Dio” che nella Pasqua di Cristo ha vinto la morte. Inoltre è invito a non stancarsi di estirpare quanto di negativo c’è nella nostra vita, di chiedere perdono nel sacramento della Riconciliazione, di combattere contro la concupiscenza. Al riguardo il Papa sottolinea il pericolo della dipendenza dai media digitali “che impoverisce i rapporti umani”. Ecco allora che la Quaresima può davvero essere tempo propizio per una comunicazione umana basata su incontri reali, a tu per tu. La carità operosa verso il prossimo può assumere forme ulteriori rispetto alla tradizionale elemosina: cercare chi è nel bisogno, chiamare chi desidera ascolto e una parola buona, visitare chi soffre la solitudine. Perché “il digiuno prepara il terreno, la preghiera irriga, la carità feconda”.

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