Condiscepoli di Agostino
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La pastorale dei fidanzati

Se si vuole raggiungere l’alto obiettivo di una vita familiare come l’ha progettata Dio “bisogna aiutare i giovani a scoprire il valore e la ricchezza del matrimonio” (AL 205)...

Se si vuole raggiungere l’alto obiettivo di una vita familiare come l’ha progettata Dio “bisogna aiutare i giovani a scoprire il valore e la ricchezza del matrimonio” (AL 205). E per scoprire il valore e la ricchezza del matrimonio è necessario anzitutto educare alla castità già durante il “cammino di iniziazione cristiana, sottolineando il nesso del matrimonio con il battesimo e gli altri sacramenti” (AL 206). Nel cammino di preparazione più ravvicinata al sacramento del matrimonio “non si tratta di dare loro tutto il Catechismo, né di saturarli con troppi argomenti. […] Interessa più la qualità che la quantità, e bisogna dare priorità […] a quei contenuti che, trasmessi in modo attraente e cordiale, li aiutino ad impegnarsi in un percorso di tutta la vita […]. Si tratta di una sorta di ‘iniziazione’ al sacramento del matrimonio” (AL 207). Alla formazione risultano utili proposte di tematiche a gruppi di fidanzati, ma anche momenti personalizzati, per aiutare ogni persona a relazionarsi in modo fecondo con l’altro. Al limite, la preparazione al matrimonio comincia dalla nascita (cf AL 208). Molto ovviamente dipende dalla formazione ricevuta in famiglia, specialmente se i genitori testimoniano nei fatti che cosa è il matrimonio cristiano (cf ivi). Persino la pastorale popolare, come la festa di San Valentino, può avere una sua efficacia (cf ivi).
Occorre tuttavia avere il senso del reale. Il periodo del fidanzamento, opportunamente accompagnato, può dare ai fidanzati “la possibilità di riconoscere incompatibilità e rischi. In questo modo si può arrivare ad accorgersi che non è ragionevole puntare su quella relazione, per non esporsi ad un fallimento prevedibile che avrà conseguenze molto dolorose. Il problema è che l’abbaglio iniziale porta a cercare di nascondere o di relativizzare molte cose, si evitano le divergenze, e così solamente si scacciano in avanti le difficoltà” (AL 209). È bene che i fidanzati abbiano il coraggio di confidarsi le rispettive aspettative nei confronti del progettato matrimonio, per verificare i veri punti di condivisione reale, non affidando il tutto alla reciproca attrazione e ai desideri aleatori: “Nulla è più volubile, precario e imprevedibile del desiderio, e non si deve mai incoraggiare una decisione di contrarre matrimonio se non si sono approfondite altre motivazioni che conferiscano a quel patto possibilità reali di stabilità” (ivi). Per affrontare seriamente un matrimonio occorre saper “affrontare alcune rinunce, momenti difficili e situazioni conflittuali” (AL 210). A questo punto Papa Francesco non teme di mettere in guardia dalla superficialità: “Purtroppo molti [!] arrivano alle nozze senza conoscersi. Si sono solo divertiti insieme, hanno fatto esperienze insieme, ma non hanno affrontato la sfida di mostrare se stessi e di imparare chi è realmente l’altro” (ivi). Altra osservazione di rilievo: il matrimonio non è il punto di arrivo, ma la porta spalancata di una vocazione che si matura e si realizza in tutta la vita di coppia, realizzando una pedagogia dell’amore vero, magari con l’ausilio di consultori ben preparati o di famiglie testimoni, e prevedendo frequentemente la confessione nella quale affidare alla Misericordia di Dio errori e peccati (cf AL 211).
Interessanti altri suggerimenti: non arrivare al matrimonio sfiancati e sfiniti; non lasciarsi divorare dal consumismo; pensare ad un festeggiamento sobrio (cf AL 212). Anche il corpo sia valorizzato come linguaggio mediante il quale si realizza il mistero dell’amore coniugale (cf AL 213). Partire decisi a stare insieme “finché la morte non vi separi”, consapevoli che libertà e fedeltà non si oppongono (cf AL 214). Un’altra osservazione preziosa: “Onorare la parola data, la fedeltà alla promessa, non si possono comprare né vendere. Non si possono imporre con la forza, ma nemmeno custodire senza sacrificio” (ivi). Infine, è importante meditare insieme la Parola di Dio e pregare insieme, a partire dalla preghiera mariana (cf AL 216).

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