Commento al Vangelo domenicale
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Il Battesimo di Gesù inaugura il tempo di Dio

Marco 1,7-11

In quel tempo, Giovanni proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo». Ed ecco, in quei giorni, Gesù venne da Nàzaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E, subito, uscendo dall’acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. E venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio,l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».

Parole chiave: Vangelo della Domenica (243), Battesimo del Signore (7)
Il Battesimo di Gesù inaugura il tempo di Dio

Gli evangelisti Marco, Matteo e Luca raccontano, basandosi sulla tradizione più antica, l’evento solenne del Battesimo di Gesù, che sancisce l’apertura del suo ministero pubblico. Ciascuno lo rilegge con una prospettiva diversa, cogliendo aspetti particolari, senza comunque distogliere lo sguardo dall’evento che presenta il “Figlio prediletto” di Dio nel mondo.
L’evangelista Marco inaugura il suo vangelo mostrando Giovanni il Battista e il suo compito di annunciatore che prepara la strada per il Messia. Subito dopo indica Gesù senza preamboli, sottolineandone la provenienza: Nazareth, un villaggio assai decentrato rispetto ai centri del culto e del potere. Tutta la sua attenzione è rivolta all’esperienza che accompagna il Battesimo di Gesù: i cieli si aprono, si sente lo Spirito scendere e la voce che viene dal cielo.
Nella presentazione di questo episodio confluiscono vari elementi: la tradizione biblica dell’Esodo, le antiche investiture profetiche e l’esperienza battesimale delle prime comunità cristiane. Al tempo della redazione del Vangelo il Battesimo era celebrato e vissuto nella consapevolezza che il nuovo e definitivo Esodo viene inaugurato dal gesto di Gesù, che assegna un nuovo significato all’antico rito di immersione nell’acqua e di purificazione interiore. Gesù non è semplicemente come Mosè, il leader del nuovo Esodo, né il profeta incaricato di un nuovo compito, ma egli è il Figlio unico e amato da Dio, che con la sua fedeltà e solidarietà porta a compimento il progetto divino di salvezza.
Il centro del racconto è dato dalla solenne proclamazione divina: «Tu sei il Figlio mio, l’amato; in te ho posto il mio compiacimento». Nella scena che si svolge sulle sponde del Giordano l’evangelista fa convergere le due dimensioni essenziali dell’incarnazione. Da un lato, infatti, egli sottolinea la qualità concreta e storica di quel momento. Si dice infatti che Gesù, arrivato da Nazareth, è in fila con i peccatori lungo le rive del Giordano ed è battezzato da Giovanni. Dall’altro, questa scena così umana e materiale è attraversata dal divino e dal mistero. Il cielo si squarcia. La voce del Padre è il segno di questa irruzione dall’alto ed è accompagnata dall’effusione dello Spirito.
Marco rappresenta lo Spirito col paragone di una colomba che vola nei cieli. L’immagine rimanda allo Spirito di Dio che aleggiava sulle acque nell’atto creativo raccontato nella Genesi e alla colomba dell’arca di Noè. Lascia trasparire quindi l’apertura di una nuova era e l’inaugurazione di una nuova stagione del mondo, illuminata dalla luce divina.
Nelle sue lettere san Paolo tornerà con una certa frequenza sul tema del battesimo e sugli aspetti ad esso correlati, a partire dall’esperienza dello Spirito di Dio disceso su Gesù. Rivolgendosi alla comunità di Corinto scrive: “Tutti siamo stati battezzati mediante un solo Spirito in un solo corpo”. E indirizzandosi ai Galati scrive: “Quanti siete stati battezzati in Cristo vi siete rivestiti di Cristo. Non c’è giudeo né greco; non c’è schiavo né libero; non c’è maschio e femmina, perché tutti voi siete uno in Cristo Gesù”. Questi e altri passi del Nuovo Testamento, dedicati al Battesimo, illustrano il significato per il cristiano di quel “Battesimo con lo spirito” al quale il Battista accenna nel brano evangelico d’oggi, per distinguerlo dal proprio.
La tradizione della Chiesa poi rifletterà ulteriormente sui significati del Battesimo di Gesù e su quello dei suoi discepoli. Inoltre, arricchirà la ricaduta pastorale del Battesimo, che non è solo il lavaggio del peccato originale, ma anche l’assunzione di un impegno di vita che comprende tutto ciò che qualifica l’essere cristiani, dal rimanere in una condizione di discepolato, al dover essere Chiesa accogliente e al doversi fare prossimo a tutti.

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