A spasso con il cane
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Sulle colline dell’Est dove un tempo c’era l’oceano

Da Roncà al monte Calvarina, terra del vino Durello

Parole chiave: Calvarina (1), Durello (1), Roncà (1), A spasso con il cane (75), Soave (6)
Sulle colline dell’Est dove un tempo c’era l’oceano

Una natura lussureggiante, un sentiero che si inerpica tra cascate, vigne, boschi e uliveti, e scorci che permettono di osservare tutto il territorio di produzione dei vini Soave e Durello. La passeggiata che da Roncà conduce sul monte Calvarina, a un’altezza di oltre 650 metri, apre lo sguardo sulle terre dell’Est veronese e accompagna alla scoperta di un territorio ancora poco frequentato dal turismo di massa e dunque ideale per una passeggiata con il nostro cane in una natura incontaminata e di grande fascino.
Possiamo parcheggiare l’automobile nella piazza di Roncà, imboccando subito la strada che oltrepassa il museo geopaleontologico, creato nel 1973 per iniziativa dell’Associazione paleontologica Val d’Alpone Gruppo Val Nera e che merita una visita per la sua interessante raccolta di fossili di vertebrati e invertebrati provenienti dalla zona.
A quel punto, girando a destra, ci dirigiamo verso una strada sterrata che dopo poche centinaia di metri si inoltra in un bellissimo bosco.
Seguendo i cartelli gialli con le lettere A e B, potremo scegliere quale percorso fare, e dopo aver superato una bella area sosta, ci dirigiamo verso Valle dei Corvi e Contra’ Moretti. Ci troviamo in una zona di enorme interesse scientifico. Dobbiamo ricordare, come è ben spiegato anche sul sito del museo paleontologico, che il territorio di Roncà è inciso di rocce vulcaniche e sedimentarie marine che risalgono all’era Cenozoica, quando si formarono le grandi catene montuose attuali delle Alpi e degli Appenini come risultato delle collisioni tra i continenti.
Sotto il manto erboso, i sentieri e i boschi, dunque, si nascondono le tracce di un mare preistorico: il territorio si trovava lungo la linea di costa che proseguiva verso est in direzione di Arzignano e Montecchio Maggiore, e a sud si estendeva un basso fondale marino, con un clima simile a quello tropicale e subtropicale. Proprio nella Valle dei Corvi, lo scorso anno, una campagna di scavi promossa dal Comune e dall’associazione paleontologica gruppo Val Nera, e coordinata dal geologo Roberto Zorzin, conservatore al museo di Storia naturale di Verona, ha portato alla luce nuovi reperti, tra cui conchiglie e molluschi.
Il percorso prosegue, con salite e discese tra gli alberi, e si arriva poi ad attraversare una piccola frazione, raggiungendo un capitello nella radura da cui la vista spazia bene sui vigneti circostanti: dal Monte Calvarina si vedranno i vicini Monte Crocetta di Terrossa e Monte Durello. A questo punto, dopo un nuovo tratto di sentiero immerso nel bosco e piacevolmente pianeggiante e ombroso, ci immettiamo lungo la strada asfaltata, costeggiando una base dismessa dell’Aeronautica militare. E si torna, dopo qualche tornante, di nuovo sullo sterrato, tra le vigne e il bosco, fino a incontrare le prime case del paese e fare a ritorno nel centro di Roncà.
Punto di riferimento, durante la passeggiata, è il campanile di Brenton, spesso visibile tra la vegetazione, nella piccola frazione che dista circa tre chilometri da Roncà. In certi punti la segnaletica è poco visibile, con i cartelli gialli e la freccia spesso nascosti dalle piante: è importante, quindi, prestare attenzione alle indicazioni all’altezza di incroci e bivi.
Il sentiero in alcuni tratti è decisamente in pendenza, stretto e sassoso, e pur se ben segnalato, richiede un certo allenamento. È fondamentale, oltre ad avere buone scarpe da trekking, portare con noi una dose d’acqua abbondante, anche per il nostro cane. E per gli appassionati di vino si può pensare anche alla visita di qualche cantina del posto.
Proprio qui, lungo il nostro percorso, incrociamo vigneti coltivati con uva Durella, varietà indigena dal grappolo medio, corto e tozzo, che trova il suo suolo ideale in queste terre vulcaniche, capaci di arricchire la naturale acidità dell’uva grazie alle loro proprietà minerali. L’accoglienza nelle cantine è amichevole e assolutamente dog-friendly.
Silvia Allegri

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